Rolling Stone: "Chi tace su Salvini è complice"

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In mattinata apre con una copertina in difesa degli emarginati e in serata ha rimediato una figuraccia nazionale. E, ancora, Fabio Fazio, Anna Foglietta, Lo Stato Sociale, Makkox, Fiorella Mannoia, Valentina Petrini, Alessandro Robecchi e Zerocalcare.

"Scelta legittima, dicevo, ma che non condivido" chiarisce. Facile difendere gli ultimi per propaganda, difficile quando la notizia non fa rumore, ma è semplicemente la cosa giusta da fare. Un'Italia rabbiosa e infelice. (...) Rolling Stone si oppone (...). Buona per una bella pubblicità sulla pelle dei deboli. Poi però attacca: "Gli appelli non vengono dagli operai, dagli studenti, dai pensionati e da chi vive nelle case popolari". Avrebbero, appunto. Perché il direttore del Tg La7 Mentana su Facebook ha specificato di non aver voluto aderire alla campagna.

Il direttore di Rolling Stone Massimo Coppola ha risposto ad Enrico Mentana proprio sotto al post: "Caro Enrico, non essendo un appello non ci sono firmatari".

Il magazine Rolling Stone ha preso una netta posizione contro Matteo Salvini: il Ministro dell'Interno ormai quasi quotidianamente riceve critiche non solo dai governanti degli altri paesi dell'Europa, ma anche dagli stessi volti noti del mondo della musica e dello spettacolo. Le parole sono circolate in maniera insistente sul web con tantissimi commenti da parte dei suoi follower che l'hanno sostenuto nelle sue dichiarazioni e scelte.

In realtà si tratta di questo; solo di questo.

Kledi Kadiu ha sposato la compagna Charlotte Lazzari
La piccola Léa infatti è nata il 12 gennaio 2016 , ed è stato proprio papà Kledi ad annunciare la bellissima notizia. Oltre alle foto delle nozze , la rivista ha svelato il menù e le musiche scelte dagli sposi.

Poi un editoriale senza firma che spiega le motivazioni di questa presa di posizione. "Il punto è che non sono mai stata contattata dai colleghi di Rolling Stone...". Gli altri sono rimasti lì (alcuni ben sollevati dalla mia fuga), qualcuno che da lì era scappato è pure tornato, ben sapendo chi sia l'editore e le condizioni di lavoro lì dentro. Anzi peggio, rischi di beccarti un boomerang dritto, dritto negli occhi. Fino al giorno in cui ha rassegnato le dimissioni.

La Lucarelli passa poi alla conclusione: "Detesto Salvini, ma almeno lui è quello che è, senza doppia morale". Tra virgolette però è indiretta la frecciata da parte di Rolling Stone, che prima della risposta di Enrico Mentana, aveva sottolineato che chi tace di fronte a questi gesti è comunque complice.

All'appello di Rolling Stone Italia hanno aderito molte figure.

Il numero di luglio del mensile musicale non lascia spazio a dubbi, visto che sulla copertina c'è scritto: "Noi non stiamo con Salvini".

Nei tre mesi in cui ho provato a lavorare con voi, mi è stato impedito di realizzare un servizio su ticket one e la truffa del secondary ticketing per ragioni di convenienza, mi è stato proibito di far esprimere libere opinioni a giornalisti su dischi, attori e altro per ragioni di denaro o convenienza. E' venuto l'Inpgi per controllare le posizioni lavorative dei giornalisti e diverse persone sono state fatte scappare giù in strada (...). Mentana lo gela con un secco no.

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