Savona avverte il Governo: "Dobbiamo prepararci ad uscire dall’Euro"

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Paolo Savona ha poi spiegato il motivo dell'impennata dello spread che si è verificata dalla nascita dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte: "Quando abbiamo detto che l'Italia non vuole uscire dall'euro e intende rispettare gli impegni fiscali, queste affermazioni hanno rassicurato i mercati, ma lo spread resta elevato per via del debito pubblico ma soprattutto per come il governo intende realizzare il suo programma: soprattutto flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero". "Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza".

Lo ha indicato il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, in audizione davanti alle commissioni di Camera e Senato sulle politiche Ue in sessione congiunta. Si tratta di fatti imprevedibili ai quali solo a posteriori si cerca di dare un inquadramento razionale. Lo ha fatto ricorrendo ad una metafora quella del "Cigno nero", termine con cui in finanza si definiscono eventi macroscopici che hanno avuto effetti rilevanti sulle economie.

Il ministro ha anche annunciato l'intenzione di vedere il presidente della Bce, Mario Draghi, nei prossimi giorni. Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica.

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E proprio per il governatore ha invocato poteri maggiori: "Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio, ogni azione esterna all'Eurozona si riflette sull'euro senza che l'Unione europea abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto".

Inoltre, "se alla Bce non viene consentito un pieno e autonomo esercizio della funzione di svolgere le funzioni di lender of last resort, prestatore di ultima istanza, indispensabile per una banca centrale, i mercati monetari e finanziari dell'Eurozona, in particolare i debiti sovrani, restano esposti ad attacchi speculativi di diversa origine senza che essa possa agire in contrasto". Non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo.

Le parole di Savona hanno però messo in allarme il vicepremier Luigi Di Maio, che è dunque intervenuto sulla vicenda. "Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non è la nostra volontà, né metteremo gli altri nelle condizioni di farlo". "Se mi riceve, sì", aggiunge Savona precisando che la questione dello "statuto della Bce è uno dei punti fondamentali".

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