Savona: "Uscita da euro? Teniamoci pronti"

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Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio ospite di Omnibus su La7.

In sostanza, al fine di chiarire in modo sintetico il punto, il ministro degli Affari europei, evocando ancora una volta l'uscita dell'Italia dall'Euro, esprime un velato ma evidentissimo ricatto ai nostri partner continentali. "La mia posizione del 'piano B' - ha aggiunto - che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento". "Una delle mie case, Banca d'Italia, mi ha insegnato a essere pronti non ad affrontare la normalità ma il cigno nero, lo choc straordinario, che bisogna essere pronti ad affrontare".

Le autorità di governo devono essere in grado di far fronte a qualsiasi situazione perché altri possono decidere l'uscita dell'Italia dall'euro.

Fuori dall'euro? Pronti a ogni evenienza Parlando di moneta unica, Savona ha avvertito: "Mi dicono tu vuoi uscire dall'euro?". "Noi abbiamo bisogno di crescere del 4 per cento l'anno, non dell'1 per cento, servono politiche aggressive" puntualizza.

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Nel corso della sua audizione in parlamento, Savona ha indicato inoltre la necessità di potenziare i compiti della Bce. Il ministro degli Affari europei chiarisce che era già da un po' di tempo che voleva un faccia a faccia con il presidente della Banca centrale europea ma, sottolinea: "Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica". "Non ci sto pensando e il Governo non sta lavorando a questo".

La trasformazione del Meccanismo europeo di stabilità nel Fme, così come si va configurando, esautora la Commissione europea dal controllo sui bilanci dei Paesi in crisi, eliminando anche quello "spazio di mediazione politica" necessario "quando viola un rigido parametro". E a proposito della Banca centrale europea, Savona ha spiegato che dovrebbe avere "pieni poteri sul cambio" e "pieno e autonomo esercizio di prestatore di ultima istanza", sul modello di tutte le altre banche centrali.

"Savona vuole incontrare Draghi?".

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