Autostrade per l’Italia, tutti i nodi di una concessione infinita

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Luigi Di Maio e Danilo Toninelli all'attacco di Autostrade per il crollo del ponte Morandi, il viadotto dell'autostrada A10 di Genova. "Parla senza mezze misure il ministro che si è detto pronto a revocare le concessioni alla società".

Inoltre le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l'efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali.

"E' evidente che quella concessione autostradale vada ridiscussa". "Dalle verifiche fatte dai tecnici del ministero - ha detto il ministro - la manutenzione a qualsiasi livello compete ad Autostrade". E se non rispetta gli obblighi?

Oltre alle dimissioni dei vertici di Autostrade, Toninelli ha annunciato che per Genova "verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la 'Strada a mare'". "Un'azione contro Autostrade mi sembra doverosa per rispetto a chi non c'è più". "Scriverò a tutti i concessionari privati per chiedere quale parte dei bilanci viene reinvestita nella sicurezza stradale e ferroviaria" dice Salvini a Radio 24.

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Di Maio spiega che "le penali di 20 miliardi di cui tutti parlano si devono pagare quando stracci un contratto senza motivazione". SOCIETA' SI DIFENDE - Nei confronti della società sono state avviate le procedure per l'eventuale revoca delle concessioni e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Infine, il ministro torna sulla questione della Gronda: "A chi invece sta speculando su questa tragedia - afferma - voglio dire: e' impensabile, oltre che ignobile, collegare il crollo del ponte Morandi alla messa in discussione della realizzazione della Gronda di Genova, su cui e' in corso un'analisi costi-benefici".

"Non è accettabile quanto accaduto e chi ha sbagliato dovrà pagare fino alla fine". Alle societa' che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi piu' cari d'Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi.

ATLANTIA - Intanto Atlantia, società che controlla Autostrade per l'Italia, crolla in Borsa: il titolo, in preapertura ha perso quasi il 50%. Ora basta sciacallaggio - conclude - noi vogliamo le grandi opere utili. "Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali". "E pensiamo soprattutto a rendere sicura questa nostra malridotta Italia".

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