Circo Massimo: cresce attesa per festa dei giovani con il Papa

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Nelle ore notturne, non-stop da mezzanotte alle 6.00, seguirà la "notte bianca" nelle chiese di Roma, che con momenti di spiritualità, cultura e arte, spettacolo e animazione, interesserà 17 chiese romane.

Passo dopo passo, i giovani in cammino e provenienti dalle varie diocesi italiane sono arrivati a Roma.

Vado al Massimo è il concerto in onore di Papa Francesco atteso per stasera, sabato 11 agosto, al Circo Massimo di Roma e in diretta TV, radio e streaming.

Il Papa ha invitato i giovani a sognare in grande, stando alla larga dai "sogni della comodità e del benessere, che addormentano i giovani e che fanno di un giovane coraggioso un giovane da divano". Seguirà il dialogo tra Francesco e i giovani, intessuto da tre domande dei ragazzi e tre risposte del Papa: i temi, la costruzione della propria identità personale e dei propri sogni (Letizia, 23 anni, e Lucamatteo, 21), il discernimento nella vita e l'idea di impegno e responsabilità nei confronti del mondo (Martina, 24), la fede e la ricerca di senso (Dario, 27 anni, infermiere che si occupa di cure palliative). Poi il riferimento al branco del Vangelo di Giovanni che racconta la corsa di Maria Maddalena, Pietro e Giovanni al sepolcro vuoto di Gesù, in "quella mattina inimmaginabile che ha cambiato per sempre la storia dell'umanità". L'Atac ha potenziato le corse in metropolitana e inviato suoi dipendenti agli ingressi per indicare le giuste direzioni ai pellegrini. Spazio anche per la comicità con l'artista Saverio Raimondo. Alle 18.30 arriverà Papa Francesco, che farà il giro dell'area e salirà sul palco. Sono nati guardando la televisione?

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Acclamato a gran voce dalla folla che lo attendeva da ore, Papa Francesco si è recato al Circo Massimo per presiedere la veglia con i giovani italiani, giunti da 195 diocesi della Penisola (sulle 226 totali).

E Come Giovanni entrando nel sepolcro vuoto "vide e credette" grazie ai segni, anche oggi i giovani devono credere nei segni da cui non traspare la "sublime perfezione divina" ma piuttosto "il racconto della fragilità umana che incontra la Grazia che risolleva". Infatti, il sacerdote ha ricordato come, prima di arrivare a Roma, la maggior parte dei giovani è stata protagonista di pellegrinaggi nei luoghi significativi della loro terra: "La generazione dei giovani di oggi - ha spiegato il sottosegretario della Cei - fa fatica a riconoscersi in un'appartenenza, in un'istituzione, fa fatica talvolta a capire il linguaggio della Chiesa".

Come dire che l'utopia è progresso.

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