Due neonate morte di pertosse in Lombardia

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Due neonate nate a poche settimane di distanza l'una dall'altra, tra maggio e giugno, sono morte all'ospedale Papa Giovanni di Bergamo a causa della pertosse. Le piccole provenivano da aree diverse della provincia di Bergamo, che si sono ammalate a distanza di settimane l'una dall'altra: per questo i medici smentiscono ogni allarmismo sul caso.

La prima bambina, riferisce 'L'Eco di Bergamo', era figlia di un'italiana residente nel Trevigliese.

Due neonate di poco più di un mese sono morte di pertosse. È stata ricoverata all'ospedale di Seriate e poi trasferita ad Alzano Lombardo. Le madri, secondo quanto emerso, non erano vaccinate contro la malattia. Come riportato dal quotidiano 'L'Eco di Bergamo', le due bambine avevano appena un mese e, al netto di gravidanze senza problemi di sorta, nessuna delle due mamme aveva ricevuto la vaccinazione contro il batterio e nemmeno "una profilassi protettiva contro questa malattia". "Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente", scrive sulla sua pagina Facebook il noto medico. "Dopo quel momento siamo passati a un vaccino detto 'acellulare' che è sicurissimo, ma meno potente". "Il vaccino, attualmente contenuto nell'esavalente, è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo; quando questo accade si è comunque protetti dalla malattia in forma grave, ma si può ospitare il microorganismo nella propria gola ed essere fonte di infezione per gli altri".

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"A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino e delle mancate vaccinazioni - prosegue il medico - i casi di pertosse stanno aumentando". È già polemica però sulla questione "vaccino": le neonate erano troppo piccole per essere vaccinate, ma in questi casi - per prevenire la pertosse - si consiglia di farlo alle madri, che trasmettono così gli anticorpi al figlio. Possiamo però proteggerli ugualmente: "prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere".

"Infine - sottolinea Burioni - è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato".

Il batterio della pertosse causa infezioni alle vie respiratorie che possono essere inapparenti, ma anche estremamente gravi, specie quando il paziente è un neonato.

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