Il Coni dice sì al Giochi 2026: Malagò felice, Milano perplessa

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Con una postilla: "Abbiamo avuto la disponibilità di Milano e di Cortina, aspettiamo la risposta di Torino". "La commissione del Coni indica come strada da seguire e come auspicio la possibilità di una candidatura congiunta con le tre città di Cortina, Milano e Torino, senza una capofila, per far sì che ci sia una vera candidatura italiana, del Paese". Nel frattempo il governatore del Veneto Luca Zaia si era speso per la candidatura di Cortina (e delle Dolomiti), che ospitò le Olimpiadi nel lontano 1956. La Giunta si è espressa all'unanimità a favore della soluzione anticipata ieri dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. La più tenace nel dire "no" alla candidatura unitaria, infatti, era sempre stata la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Olimpiadi 2026: la decisione salomonica del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha varato l'idea di una "candidatura italiana" a tre fra Milano, Torino e Cortina lascia qualche dubbio nel capoluogo lombardo.

E il governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, in serata ha fatto sapere che "verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri". "Grazie a tutta la squadra che ha lavorato per la nostra candidatura - ha aggiunto -, a chi ha redatto il dossier, al Sindaco e al Consiglio comunale di Cortina, alle categorie e a tutti coloro, veneti e non veneti, che ci hanno sostenuto e incoraggiato".

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Quando mi hanno informato del Bari ero nel ritiro di Dimaro. "In seguito ci siamo ammorbiditi entrambi e ci siamo trovati". Mi era stato consegnato un pezzo di carta 14 anni fa, iniziai dalla C, poi la B e la cavalcata fino alla Serie A .

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha risposto a Malagò con una lettera, annunciando che intende sfilarsi dalla governance dell'evento: "Caro Giovanni, con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi del 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali". "Abbiamo di fronte una occasione più unica che rara". "Nella nostra proposta non ci sarà una città capofila: è una novità assoluta nella storia del processo delle candidature e abbiamo ottenuto dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità su questa ipotesi". Si tratta di una prima ipotesi di ubicazione dei siti, sulla base delle indicazioni di Fisi e Fisg, che potrà essere modificata in fase di redazione del dossier di candidatura. Abbiamo esattamente rispettato quanto ci è stato chiesto nei tredici punti. "Poi c'è il tema della governance sul quale Sala ha espresso perplessità che io non posso che condividere". A Milano si svolgerebbero le gare di curling, pattinaggio di figura, short track e hockey femminile, mentre Cortina ospiterebbe bob, skeleton, slittino e sci alpino e Torino pattinaggio di velocità e hockey maschile.

"Risulta, di fatto, impossibile valutare in poche ore - sottolinea nella lettera a Malagò - la fattibilità, la sostenibilità, le innumerevoli criticità, non solo logistiche ma anche, ad esempio, relative ai costi per garantire la sicurezza su un territorio così vasto e ottenere la condivisione e il sostegno da parte di tutto il territorio piemontese a una candidatura multipla di cui, allo stato attuale, non si conosce alcun dettaglia e che, con ogni evidenza, cambia completamente la natura della deliberazione stessa del Coni del 10 luglio scorso che faceva esplicito riferimento alla candidatura 'di una città italiana'". "Una candidatura così - conclude Malagò - ha molte più chances di vittoria finale".

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