Il ministero sapeva che il ponte Morandi era un pericolo

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Insieme al ponte saranno demolite decine di case: "Serve un giorno per demolire la parte Est del moncone di ponte Morandi e in quel momento vanno giù anche 150 appartamenti", ha affermato ancora Toti. A svelarlo è l'Espresso che pubblica una lettera firmata dal direttore della manutenzione di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, "che mette in guardia il ministero delle Infrastrutture sui rischi per il ritardo nell'approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte". Una lettera che risale a sette mesi fa.

La lettera inviata al ministero delle Infrastrutture dalla società autostrade, resa nota dall'Espresso, non era "d'allarme" ma serviva a sollecitare l'approvazione del progetto - puntualizza poi la società - di miglioramento del viadotto Polcevera. Autostrade parlava di "intervenire urgentemente" e chiedevo al ministero di portare avanti "l'iter autorizzativo quanto prima" perché altrimenti si sarebbero verificate una serie di "ripercussioni per l'incremento di sicurezza". "Nel nuovo testo sono contemplate situazioni di emergenza, come la tragedia del crollo di ponte Morandi". Ma chi sarebbe stato allora, gli veniva chiesto?

Nella lettera del 28 febbraio, Michele Donferri Mitelli scrive: "Si fa riferimento a quanto in oggetto alla nostra precedente corrispondenza e alle interlocuzioni intervenute presso il Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alla presenza del vostro funzionario Uit Genova nella seduta del 1.2.2018". È noto, ricorda il settimanale del gruppo Gedi, che la Direzione generale del Mit per la vigilanza sulle concessionarie autostradali è diretta da Vincenzo Cinelli, nominato il 14 agosto 2017 su proposta del ministro Graziano Delrio e confermato dall'attuale ministro Danilo Toninelli, che a proposito dei sequestri di oggi ha detto di essere "felice che si faccia chiarezza su quanto successo in passato".

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"C'è una fortissima probabilità, superiore al cinquanta per cento, che si tratti di attentato".

La procura, intanto, ha individuato il luogo dove verranno custoditi i reperti del crollo che serviranno per chiarire le cause del cedimento. "Verranno sistemati in un hangar - ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi - quasi come è stato fatto per Ustica". "Il progetto aveva l'obiettivo di migliorare la vita utile dell'infrastruttura".

"La lettera di allarme del direttore di Autostrade - scrive ancora L'Espresso - è la seconda di cinque scritte al ministero tra il 6 febbraio e il 13 aprile 2018".

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