L'aumento dei migranti morti in mare è colpa vostra, dice Amnesty all'Italia

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"I governi - ha concluso Amnesty - sono collusi con la Libia per cercare di contenere a Tripoli profughi e migranti".

"L'ennesima, drammatica, conferma arriva dal rapporto di Amnesty International: l'Italia è corresponsabile dell'aumento di morti in mare che hanno macchiato di sangue il Mediterraneo dall'inizio del 2018", ha dichiarato Andrea Maestri, esponente di Possibile, commentando le cifre fornite dalla organizzazione non governativa. Quindi, Amnesty international punta il dito direttamente contro Italia e Malta. "I fallimenti dell'Europa su rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale" in cui l'associazione a difesa dei diritti umani, nel rendere noto che tra giugno e luglio sono morte in mare almeno 721 persone, evidenza come le politiche del nostro paese hanno costretto migliaia di persone a rimanere bloccate in mare per giorni, aggiungendo che gli altri paesi dell'Unione europea stanno cospirando per contenere rifugiati e migranti in Libia, dove sono sottoposti a torture e abusi. "Nonostante il calo del numero di persone che cerca di attraversare il Mediterraneo negli ultimi mesi, il numero dei morti in mare si è impennato".

"I progetti di estendere questa politica di esternalizzazione in altri paesi sono profondamente preoccupanti" continua de Bellis. "Virtualmente - scrive Matteo de Bellis, ricercatore di Amnesty esperto di asilo e migrazione - sono tutte persone intercettate in mare e riportate in Libia dalla Guardia costiera libica che è equipaggiata, addestrata e supportata da governi europei".

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Ritardo nei soccorsi, ostacoli mossi nei confronti delle ong, appoggio all'attività della guardia costiera libica tutt'altro che specializzata in azione umanitarie. Secondo la Ong sono più che raddoppiati, dai 4.400 di marzo ai 10.000 di fine luglio (compresi 2.000 fra donne e bambini), gli internati nei centri libici. E invece si tratta di un comunicato rilasciato oggi da Amnesty International (non che faccia poi questa gran differenza, va detto) in merito alle recenti politiche adottate dall'Italia in materia di immigrazione clandestina. "Nel suo insensibile rifiuto di permettere ai rifugiati e ai migranti di sbarcare nei suoi porti, l'Italia sta usando vite umane come merce di contrattazione. Fra questi, un episodio del 16-17 luglio, quando la Ong Proactiva ha trovato una donna ancora in vita e due corpi su un'imbarcazione che stava affondando dopo un intervento della Guardia costiera libica, e il respingimento verso la Libia di 101 persone da parte dell'imbarcazione commerciale italiana Asso Ventotto il 30 luglio".

"In questo ultimo anno, i governi europei non sono riusciti a raggiungere un accordo per fare riforme fondamentali al sistema di Dublino, che avrebbero aiutato a evitare contenziosi sullo sbarco delle persone salvate in mare".

"E oltre a tutto questo, le autorità italiane e maltesi hanno calunniato, intimidito e criminalizzato le eroiche Ong che cercano di salvare vite in mare, hanno negato alle loro barche il permesso di sbarcare e le hanno anche sequestrate", denunciano inoltre da Amnesty.

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