Nave italiana riporta in Libia migranti. Salvini: "Guardia costiera non coinvolta"

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Secondo le prime ricostruzioni - della giornalista Alessandra Ziniti e del capo della ong spagnola Proactiva Open Arms, Oscar Camps, tra gli altri - i migranti sarebbero stati soccorsi in acque internazionali (le autorità italiane non hanno ancora confermato la storia).

"Abbiamo appreso che uno dei gommoni segnalati oggi dalla Guardia Costiera italiana con 108 persone a bordo nel Mediterraneo è stato soccorso dalla Nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che si sta dirigendo verso Tripoli", ha comunicato Fratoianni tramite i social network. Lo denuncia Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali da bordo della Open Arms.

Nave italiana soccorre e riporta in Libia 108 migranti.

"Quando ci coordinava la guardia costiera italiana avevamo chiaro lo scenario, adesso gli italiani ormai non ci dicono più niente". Ma già che ci siamo, vorrei chiedere a Matteo Salvini se è in grado di rispondere a qualche domanda: "se l'indicazione al mercantile italiano non è arrivata dalla Guardia costiera italiana, da chi è arrivata?"

"Se il soccorso è stato coordinato dalla guardia costiera libica, in zona Sar libica, e quindi avvenuto sotto la sovranità libica, qual è la responsabilità del nostro stato?". Una volta aiutati, i profughi sono stati riportati in Libia e fatti sbarcare presso il porto di Tripoli.

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Infatti, soltanto con il voto degli azzurri la candidatura di Foa potrà passare in commissione di Vigilanza la prossima settimana. Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google.

"Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l'Italia e il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale".

"Italia protagonista del primo respingimento in mare, grazie al governo giallo-verde. Ma coerente con la linea dura verso i migranti che tanti consensi gli ha portato, il ministro dell'Interno espone l'Italia a una nuova, certa condanna con le relative pesanti conseguenze, anche economiche". "La Libia non è un porto sicuro e questo atto potrebbe comportare una violazione del diritto internazionale". In generale per la Commissione europea la Libia - ricorda - non può essere considerata porto sicuro, viste le "diffuse e gravi violazioni dei diritti dei migranti, regolarmente sollevate dalle organizzazioni dei diritti umani, nazionali e internazionali".

Rimangono però molte questioni aperte.

Un avvenimento in netto contrasto con la legislazione internazionale che stabilisce che sia garantito il diritto d'asilo.

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