Neonate morte di pertosse a Bergamo | Burioni: "Casi in aumento"

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Entrambe le mamme non erano vaccinate contro la pertosse (COS'E'). "Proprio nella bergamasca - aggiunge - la prossima settimana partirà una campagna di sensibilizzazione presso consultori e ospedali che coinvolgerà le donne nel terzo mese di gravidanza per promuovere la vaccinazione antidifterite tetano, pertosse, che è quella che comprende l'antipertossica". Per prevenire questa malattia si consiglia alle madri in attesa di sottoporsi al vaccino, per poi trasmettere gli anticorpi al figlio: "Alcuni vaccini proteggono per sempre, altri forniscono un'immunità limitata nel tempo. Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente", ha scritto su Facebook. Da quel momento si è passati a "un vaccino detto "acellulare" che è sicurissimo, ma meno potente". E precisa: "Fino agli anni 90 contro la pertosse abbiamo usato un vaccino estremamente efficace che era però gravato di alcuni effetti collaterali rari, ma non trascurabili".

"A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino e delle mancate vaccinazioni - prosegue il medico - i casi di pertosse stanno aumentando". Ma Burioni afferma poi: "Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia". Infine e' opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato.Insomma, dobbiamo creare una 'zona di sicurezza' intorno al neonato dove il batterio non possa stabilirsi. Le madri si sono rivolte ai medici e, sebbene gli esami siano stati fatti in ospedali diversi, l'esito è stato il medesimo: la pertosse. Un mese dopo, le due piccole - una di madre italiana residente nel Trevigliese e l'altra di madre romena residente nel Cremasco - sono decedute per la stessa patologia: la pertosse. I colleghi de L'Eco di Bergamo sottolineano che nessuna delle due donne era vaccinata per la pertosse e recentemente non avevano effettuato una profilassi protettiva contro questa malattia.

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La situazione purtroppo è rapidamente degenerata: sono state entrambe trasferite al Giovanni XXIII, e ricoverate in Terapia intensiva.

"Il guaio è notevole in quanto la pertosse è pericolosissima per i bambini molto piccoli".

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