Permessi 104 per lavoratori part-time, a turni e notturni. Come funziona?

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Nel messaggio si evidenzia che tra la fruizione dei periodi di congedo e dei 3 giorni di permesso mensili non è necessario riprendere l'attività lavorativa.

In particolare nel caso di part-time verticale e part-time misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese occorrerà procedere al riproporzionamento dei 3 giorni di permesso mensile per assistere disabili spettanti ai sensi dell'articolo 33, co.

Il lavoro con turno di notte infatti si svolge a cavallo di due giorni, ma la prestazione rimane riferita ad un solo turno di lavoro. L'eventuale riproporzionamento orario dei giorni di permesso dovrà essere applicato solo in caso di fruizione ad ore del beneficio in argomento.

Ieri abbiamo dato notizia del messaggio INPS n. 3114/2018, contenente alcuni chiarimenti sulle modalità di fruizione dei permessi di cui all'articolo 33 della legge n. 104/92 e del congedo straordinario di cui all'articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001. Il risultato andrà arrotondato all'unità inferiore o superiore a seconda che la frazione sia inferiore o superiore a 0,5. Ebbene, la legge prevede che è questi permessi vadano fruiti a giornate ovvero che il permesso deve essere richiesto anche in un giorno festivo o di domenica. E che lo stesso principio si applica anche al lavoro notturno.

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Nella nota diffusa, l'Inps sottolinea come la fruizione dei permessi mensili retribuiti, comunemente chiamati permessi 104, avviene a giornata, a prescindere dall'orario della prestazione lavorativa o dal numero di ore che il dipendente avrebbe dovuto effettuare nel giorno di permesso preso.

Per i lavoratori che hanno un contratto part time orizzontale, cioè lavorare tutti i giorni per mezza giornata, si ha sempre a disposizione i 3 giorni di permesso al mese, tuttavia saranno modificati gli orari di permesso, perché si va a considerare la mezza giornata anziché il lavoro full time.

Ad esempio, per un lavoratore in part-time con orario medio settimanale pari a 18 ore presso un'azienda che applica un orario di lavoro medio settimanale a tempo pieno pari a 38 ore, applicando la formula sopra enunciata, il calcolo sarà il seguente: (18/38) X 3= 1,42 che arrotondato all'unità inferiore, in quanto frazione inferiore allo 0,50, dà diritto a 1 giorno di permesso mensile. Per determinare i giorni di permesso mensili effettivamente disponibili occorre prendere in considerazione l'orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time (secondo il proprio contratto di riferimento) diviso l'orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno.

L'Inps precisa poi come sia possibile cumulare nello stesso mese, purché in giornate diverse, i periodi di congedo straordinario con i 3 giorni di permesso mensili, prolungamento del congedo parentale e ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale. E può accadere anche a capienza di mesi interi e indipendentemente dalla durata del congedo straordinario.

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