Pomodoro, occhio all'etichetta: cambia tutto, ecco cosa finisce a tavola

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È scattato infatti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro per smascherare l'inganno dei prodotti coltivati all'estero ed importati per essere spacciati come italiani. La disciplina è applicata a conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

Etichette obbligatorie nei prodotti a base di pomodoro.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi UE, Paesi Non Ue, Paesi Ue e Non Ue.

Per i prodotti alimentari derivati dal pomodoro scatta in Italia l'obbligo di indicazione in etichetta del paese di coltivazione della materia prima, e del paese di trasformazione.

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Il decreto, anticipa la piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3 del regolamento (UE) n°1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

I prodotti già pronti, ma che non rispettano i requisiti sopracitati potranno essere venduti, al fine di consentire lo smaltimento delle scorte accumulate prima dell'entrata in vigore del provvedimento, fino alla data di scadenza indicata nell'etichetta. Da ieri anche i prodotti Made in Italy ottenuti con pomodori coltivati e trasformati in Italia saranno finalmente riconoscibili sugli scaffali dalla dicitura "Origine del pomodoro: Italia".

"Si tratta di una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall'estero - segnala Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia - sono arrivati nel 2017 ben 170 milioni di chili di derivati di pomodoro che rappresentano circa il 25% della produzione nazionale in equivalente di pomodoro fresco". L'assortimento di pomodori in Italia quest'anno dovrebbe garantire un raccolto intorno a 4.750.000 tonnellate, con una buona qualità di contenuto zuccherino. c'è comunque un calo nella raccolta dei pomodori.

Il nostro Paese è il principale produttore di pomodoro dell'Unione europea, dove quest'anno è stato calcolato un calo della produzione complessiva intorno al 14%, con riduzioni superiori al 20% in Spagna e Portogallo. Si tratta di una attività che - sottolinea la Coldiretti -impegna in moto in Italia una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge circa 7mila imprese agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10mila addetti, che esporta 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo.

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