Santa Croce ritirata dai supermercati, l'allarme del Ministero: "Non bevetela"

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Il Dicastero ha emesso sul suo sito "un richiamo cautelativo per particelle in sospensione da caratterizzare": il che siginifica che sono in corso analisi per verificare l'esatta natura.

Anche il ministero della Salute aveva diramato un avviso sul proprio sito sottolineando la possibilità di un rischio chimico dovuto ad una forte presenza di contaminanti idrocarburici (come xilene, trimetilbenzene, toluene e etilbenzene). Il ministero ha invitato i consumatori a evitare di bere l'acqua di quelle bottiglie e riportarla nel negozio in cui sono state acquistate.

Preservativi Durex ritirati dal mercato: "Non sono sicuri". "Ma le nostre analisi interne dicono che non ci sono sostanze nocive per la salute", si legge nella nota della società Santa Croce, titolare dell'omonimo marchio di acqua minerale di rilevanza nazionale, che ha ricominciato ad imbottigliare nello stabilimento marsicano con la sorgente "Fiuggino" dallo scorso mese di febbraio. E la stessa Santa Croce srl, in via preventiva e precauzionale, ha disposto il ritiro dal commercio del lotto delle bottiglie. Mentre "si garantisce l'assoluta purezza per tutti i prodotti e i lotti non indicati nella comunicazione".

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Anche il reddito netto da interessi è "rimasto abbastanza stabile in Germania e Francia , meno in Italia e in Spagna ".

Non è la prima volta che un'acqua minerale viene ritirata dagli scaffali di negozi [VIDEO] e supermercati.

Il Ministero della Salute invita chi ha in casa acqua "Santa Croce" - Oligominerale, nel formato da 1 litro in vetro, imbottigliata presso lo stabilimento Sorgente Fiuggino-Canistro (Aq) con numero di lotto BL060A10, con data di scadenza Marzo 2020, a evitare di consumarla e a riportarla al negozio dove è stata acquistata. Il lotto, secondo quanto si è appreso, non sarebbe più presente nello stabilimento di Canistro, quindi è stato totalmente commercializzato attraverso i distributori.

La rottura tra le parti ha causato il licenziamento di 75 dipendenti e lo spreco della preziosa acqua che finisce da oltre due anni nel fiume Liri visto che il bando del 15 dicembre del 2016 assegnato provvisoriamente a Norda Spa nel marzo del 2017, è ancora al palo con il gruppo nazionale in lite giudiziaria con lo stesso ente. L'azienda, al momento, non ha rilasciato nessun comunicato ufficiale.

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