Turchia, si aggrava la crisi finanziaria e Erdogan invoca Dio

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A peggiorare la situazione la decisione di Trump di raddoppiare nei confronti della Turchia i dazi su acciaio e alluminio.

"Andate nelle nostre banche, e cambiate gli euro, i dollari e l'oro che nascondete sotto i vostri materassi in lire". Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha parlato di "guerra economica" contro gli Stati Uniti e ha fatto appello alla retorica religiosa e nazionalista che lo ha fatto rieleggere lo scorso giugno, incolpando gli speculatori e i nemici internazionali della Turchia per la crisi e sostenendo che "se loro hanno i dollari, noi abbiamo dalla nostra la gente, la giustizia e Dio". L'agitazione dei mercati europei è in buona parte dovuta ai dubbi sulle capacità di leadership di Erdogan in questo momento. Un'opzione percorribile sarebbe quella degli aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale, ma ci sono molti dubbi che Erdogan li accetti, perché vorrebbe dire mettersi in una posizione subordinata e di debito rispetto all'Occidente, alleato che sta progressivamente allontanando per avvicinarsi alla Russia di Vladimir Putin.

(Teleborsa) - Nuovo avvertimento del Presidente turco Recep Tayyp Erdogan agli Stati Uniti: "Basta con la tendenza all'unilateralismo e alla mancanza di rispetto o saremo costretti a cercare nuovi amici e alleati".

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Lo stesso batterio avrebbe colpito anche altri bambini ricoverati nel medesimo reparto: tra questi anche il fratello gemello della piccola vittima.

E allora viene da chiedersi: di chi è la colpa della crisi della lira turca?

Secondo quanto riporta il Ft, nel frattempo, la Bce sta monitorando alcune tra le principali banche europee, in particolare qulle più esposte come la spagnola Bbva, l'italiana Unicredit e la francese Bnp Paribas, che hanno tutte "operazioni significative" in Turchia. Erdoğan ha però alzato ulteriomente la posta e alla fine ha abbandonato le trattative.

Erdogan elenca quindi un serie di offese subite da Ankara negli ultimi anni dall'amministrazione Usa: dalla richiesta, mai soddisfatta, di estradare l'imam in esilio negli Usa Fethullah Gulen, ritenuto responsabile del fallito golpe in Turchia del luglio 2016, il sostegno alle milizie curdo siriane del Pyd e Ypg, gruppo armato ritenuto responsabile della morte di migliaia di cittadini turchi dal 1984 e designato come gruppo terrorista dagli Stati Uniti. Il FTSE MIB è tra i listini peggiori d'Europa, seguito da Francoforte e Madrid, con Unicredit maglia nera, che ha ceduto circa il 3%. Non l'hanno fatto. La reazione degli Stati Uniti è stata ben lontana dall'essere soddisfacente.

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