Anche in Europa la terapia antitumori Car-T

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La prima terapia cellulare contro i tumori arriva finalmente anche in Europa.

Per Liz Barrett, Ceo di Novartis Oncology, il semaforo verde dell'Ema rappresenta "una svolta trasformativa per i pazienti in Europa che hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche. Perseguendo tenacemente il suo obiettivo di ridisegnare la cura del cancro, Novartis sta realizzando un'infrastruttura globale per la fornitura di terapie cellulari CAR-T, laddove prima non ne esisteva alcuna".

La terapia cellulare con CAR-T è una terapia personalizzata che richiede una organizzazione Sanitaria moderna ed efficiente oltre a rilevanti risorse umane ed economiche.

La Lla a cellule B e il Dlbcl sono infatti. ricorda Novartis, "neoplasie aggressive caratterizzate da significative lacune terapeutiche per i pazienti". In tutti questi casi la terapia va usata se quelle tradizionali non funzionano.

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Si tratta indubbiamente di una rivoluzione importante: anziché proporre lo stesso farmaco a pazienti diversi, il trattamento consiste nel modificare il sistema immunitario per indurlo a reagire contro il tumore. "Questa collaborazione tra industria e accademia è stata la prima del suo genere nella ricerca e sviluppo delle terapie Car-T". Lisa Rosembaum, in un editoriale pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM), dal titolo "Tragedy, Perseverance, and Chance - The Story of CAR-T Therapy (http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMp1711886) ", ricorda, partendo proprio dal caso della piccola Emily, la storia di questa terapia, per certi versi paradigmatica del percorso, spesso accidentato e non scevro da passioni e implicazioni etiche, di gran parte delle terapie innovative che stanno trasformando la farmaceutica.

L'autorizzazione - spiega Gilead - è valida nei 28 Paesi dell'Unione europea, più Norvegia, Islanda e Liechtenstein. È un recettore chimerico dell'antigene, una proteina ibrida sintetica - non esiste cioè in natura - che riconosce il tumore e attiva il linfocita T, uno dei componenti fondamentali del nostro sistema immunitario. Sebbene i dati più recenti siano più promettenti per i tumori ematologici, come la leucemia linfatica cronica (CLL) recidiva, alcune terapie CAR-T potrebbero dimostrarsi efficaci anche per i tumori solidi. L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha dato l'ok alla commercializzazione di CAR-T, il primo "farmaco" basato sulla modifica genetica delle cellule T dei pazienti. In questo studio a singolo braccio, il 72% dei pazienti che avevano ricevuto una singola infusione di axicabtagene ciloleucel ha risposto alla terapia, con il 51% che ha ottenuto una risposta completa (valutata da un comitato di revisione indipendente; follow-up mediano di 15,1 mesi). A un anno dall'infusione, il 60,4% dei pazienti era ancora in vita.

Le attuali Car-T, come hanno ricordato anche le due società, possono causare effetti indesiderati gravi o potenzialmente letali, come sindrome da rilascio di citochine (Crs) o tossicità neurologiche.

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