Brexit, May: "La Ue rispetti il Regno Unito"

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Il modello norvegese, con la permanenza di Londra nell'Area Economica Europea, non va bene - argomenta - perché "tradotto in inglese semplice" significherebbe fare del Regno Unito un Paese vassallo, "sottomesso a tutte le regole dell'Unione, a un'immigrazione incontrollata dall'Ue e all'impossibilità di stringere trattati commerciali con Paesi terzi": una "presa in giro" del mandato referendario del 2016.

Il Primo Ministro britannico è ora stretto tra due fuochi: da una parte l'Europa, che non sembra disposta a venirle incontro, e dall'altra il fronte interno nel suo Governo, dove rimane alta la percentuale di esponenti pronti a sfiduciarla, mentre il d-day della Brexit continua ad avvicinarsi. La premier ha quindi sottolineato che entrambe le parti vogliono un accordo, ma ha ammesso che le posizioni - sui confini dell'Irlanda e sulle future relazioni economiche - restano "molto distanti". Secondo fonti diplomatiche citate da Le Figaro, c'era inizialmente un consenso sulla scelta di non mettere in difficoltà la May in vista del Congresso del suo partito conservatore fra il 30 settembre e il 3 ottobre. Il Regno Unito si aspetta lo stesso trattamento.

Appare sempre piú difficile che i tentativi di May di trovare un compromesso attorno ad una soft Brexit, con un accordo di quasi-libero scambio con l'Unione Europea, possano avere successo. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ha detto senza tanti giri di parole: "Non funzionerà".

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Il leader l'Unione Europea riuniti nel meeting informale di Salisburgo hanno bocciato le proposte di accordo avanzate dalla premier britannica Theresa May.

Il piano prevede la creazione di un mercato comune di merci con equivalenza normativa tra il Regno Unito e il blocco europeo, che, a parere di Londra, consentirebbe di mantenere aperto il confine con l'Irlanda, una questione chiave nei negoziati. L'Italia da tempo chiede la redistribuzione degli immigrati che sbarcano in Ue, ma finora non si è trovato alcun accordo e le nostre richieste sono rimaste inascoltate.

Proprio il Presidente francese ha spronato ieri l'Europa a stare "unita" contro Theresa May, e a non accettare alcun compromesso sull'accordo di uscita del Regno Unito. I Tory hanno passato più tempo litigando fra loro che negoziando con l'Unione europea. "I giochi politici sia dell'Ue sia del governo devono finire perchèéun 'no deal' non è un'opzione".

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