Copyright: il Parlamento europeo approva la riforma

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L'articolo 11, quello riassumibile in "tassa sui link", ha come obiettivo quello di tutelare gli editori. Anche i meme come le parodie sono esclusi. La norma richiede che le piattaforme lavorino proattivamente con i titolari dei diritti per impedire agli utenti di caricare contenuti protetti da copyright.

REMUNERAZIONE GIORNALISTI. Ai giornalisti dovrà andare una quota della remunerazione ottenuta dalla loro casa editrice. A luglio il Parlamento aveva respinto il mandato a negoziare la versione finale della direttiva al relatore Axel Voss (Cdu-Ppe) con 318 voti. Inutile dire che anche noi condividiamo forte preoccupazione per la direzione che è stata imboccata dal Parlamento europeo. Si tratta di due norme che rendono più stringente e invasivo il concetto di copyright nelle condivisioni sui social network e sulle altre piattaforme di aggregazione. Gli hyperlink "accompagnati da singole parole" si potranno condividere liberamente. Il testo apporta alcune modifiche alla originaria proposta delle Commissioni affari giuridici di giugno.

Starbucks arriva in Italia, ma all’estero non va mica tanto bene!
E non pensate di fare i furbi optando per il tè (in foglie sfuse): costa tra i 6.50 e i 7 euro. Apre Starbucks a Milano , l'unica vera metropoli internazionale italiana.

Lo scontro politico ed economico può essere sintetizzato così: da una parte le posizioni dei produttori di contenuti (favorevoli alla riforma) e dall'altra quelle delle piattaforme che agevolano la diffusione dei testi (contrari alla regolamentazione). La gratuità e la totale deregolamentazione producono distorsioni gravi e fake news, è la posizione di chi auspica da tempo una riforma. Frenare o limitare l'accesso al web genera una limitazione delle libertà, è la replica di chi osteggia le nuove regole. "Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell". Di "na pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini". Il testo approvato oggi dall'aula di Strasburgo contiene l'odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. "È vergognoso! Ha vinto il partito del bavaglio", ha dichiarato l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi. Lo scrive su Facebook il vice premier Luigi Di Maio, aggiungendo che M5S si batterà "nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea" contro il provvedimento e assicurando che "alla prossima votazione d'aula la direttiva verrà nuovamente bocciata". "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale".

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