Detenuta uccide uno dei figlioletti in carcere

Share

In mattinata, intanto, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha sospeso il direttore della casa circondariale femminile di Roma-Rebibbia, Ida Del Grosso, la sua vice, Gabriella Pedote, e il vicecomandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proietti. All'altezza di una delle rampe ha gettato, sembra volontariamente, nel vuoto uno dopo l'altro i due bambini. La detenuta ha 30 anni ed era in carcere per reati legati alla droga.

Secondo le prime informazioni, entrambi i bimbi avrebbero meno di tre anni e sarebbero stati lanciati dalle scale. Ma non solo, qualche giorno fa, la donna aveva parlato con l'avvocato a cui aveva fatto presente di soffrire di depressione e di non reggere la situazione carceraria.

Claudio Baglioni "Al Centro": anticipazioni e scaletta del concerto all’Arena di Verona
Intanto la scaletta di questo concerto evento di Baglioni all'Arena di Verona si preannuncia ricchissima di canzoni. Sabato 15 settembre il concerto viene trasmesso in diretta in prima serata alle ore 21 .05 su Rai 1 .

In serata, come riferito sopra, si è conclusa la procedura di accertamento di morte cerebrale per il bimbo giunto ieri dal carcere di Rebibbia all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. "La magistratura sta già facendo gli accertamenti, posso soltanto dire, e non posso aggiungere nient'altro, che chiaramente il ministero ha già aperto un'inchiesta interna per verificare le responsabilità". Sul quanto avvenuto si avvierà una indagine per omicidio e tentato omicidio. I tempi sono strettissimi (tanti bambini sono in attesa di un trapianto di organi) e "il nigeriano - è l'appello lanciato dai magistrati - è pregato di contattare la direzione sanitaria del Bambin Gesù al numero 0668592424 oppure i carabinieri del reparto investigativo di via In Selci allo 0648942931". A darne notizia il responsabile della consulta penitenziaria Lillo Di Mauro.

"I miei bambini adesso sono liberi, sono in Paradiso". E così capita anche che un bambino o una bambina debba crescere dietro le sbarre, scontando la pena per una colpa che non ha commesso. Sono dei veri e propri appartamenti, le madri possono portare a scuola i figli, assisterli in ospedale se sono malati. La casa non a caso è intitolata a Leda Colombini, figura di primissimo piano del Pci e, negli ultimi anni, strenuo difensore dei diritti delle mamme detenute. "E una tragedia - ha detto, visitando il carcere -".

Share