Famiglia uccisa in Macedonia, fermata la figlia. Nipote: ha confessato

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Blerta, secondo Koha, ha ammesso di aver organizzato la strage familiare negando tuttavia di essere stata lei materialmente a sparare e a uccidere genitori e sorella. "Ci sono prove che la incastrano" ha detto. L'omicida, per farla rimanere in silenzio, le avrebbe messo la mano sul volto e poi le avrebbe sparato. "Dovevamo dividere un terreno, ma non c'erano contrasti", aveva dichiarato.

La pista economica non decolla: i Pocesta avevano usato quasi tutti i risparmi per acquistare la casa in Italia. Spiega il cugino Amir: "Non potevo crederci". Sembra infatti che Blerta Pocesta abbia agito perché i suoi genitori erano contrari alla relazione con il fidanzato italiano. Nella nota si conferma anche che ci sono altre due persone fermate, di 31 anni e di 61 anni, rispettivamente di Gostivar e Debar che avrebbero avuto ruoli diversi nella vicenda. Una notizia non confermata dal Ministero dell'Interno di Skopje che si è limitato ad ammettere che per il delitto sono state fermate tre persone e che il giudice avrà 48 ore di tempo per convalidare il provvedimento emesso dalla Procura.

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Amid Pocesta, la moglie Nazmije e la figlia 14enne Anila erano stati trovati morti in un lago di sangue alla vigilia del matrimonio di una parente. Le due persone sarebbero state identificate grazie all'esame del Dna effettuato su campioni prelevati nei giorni scorsi.

Tra le prove che avrebbero raccolto gli inquirenti sulle presunte responsabilità della primogenita Berta sul triplice omicidio, ci sarebbero alcune foto che la ritrarrebbero in Macedonia nelle stesse ore della tragedia. In particolare i portali in lingua macedone Zhurnal e Infoskip, citando fonti in lingua albanese, affermano che, a ideare e compiere il triplice omicidio sarebbe stata proprio la giovane Blerta (25 anni) che per mascherare il suo gesto, sempre secondo i media macedoni, dopo la diffusione della notizia della strage si sarebbe recata a Debar, la località di residenza della famiglia Pocesta nell'ovest della Macedonia al confine con l'Albania, dove poi sarebbe stata poi arrestata. Lei, nata e vissuta in Italia, si comportava come una normale giovane con le sue amicizie ma, arrivata all'adolescenza, il padre ha iniziato a storcere il naso per le sue frequentazioni che, agli occhi dell'uomo, erano inappropriate.

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