Gelo Spalletti: "Leggo e gli rispondo"

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"Le mie giornate sono quasi come quelle da calciatore". La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, ha pubblicato in esclusiva una parte di esso, nello speficico la parte che racconta la riabilitazione post frattura del perone subita da Richard Vanigli, che gli stava per costare il Mondiale del 2006. "Conosco il linguaggio dello spogliatoio e capisco le occhiate che ci si dà, le mezze parole e cerco di rendermi utile".

"Stavo per andare ai rossoneri, ma la mia famiglia disse di no. Mia madre è apprensiva e possessiva, voleva tenermi tutto per sé e starmi dietro".

I giocatori sono bestie, bastardi, ma mi portano rispetto.

Roma, De Rossi: "Non è il momento di dare le colpe all'allenatore"
Non abbiamo dimenticato quello che abbiamo fatto l'anno scorso, ma in allenamento facciamo sempre le stesse cose. E' chiaro che il mister dovrà necessariamente cambiare qualcosa, ma non si possono dare a lui tutte le colpe.

"Sono quattro nottate lunghe e insieme leggere, nelle quali il mister mi concede grande confidenza e, attraverso il gioco del mercato, mi fa restare con la testa ben dentro alla Roma in un momento nel quale si sarebbe potuta creare una certa distanza, se non altro perché fino ad agosto di giocare per il club non se ne parla. Ho il ricordo di una grande unione fra noi, in quei momenti, persino di affetto, e anni dopo la cosa accentuerà la mia incapacità di comprendere il suo comportamento". Se mi vedeva a cena con amici al ristorante pagava non solo per me, ma per tutti anche se non li conosceva. Luciano Spalletti fu uno dei grandi fautori del tuo abbandono? La vicenda finì male, Spalletti lasciò Roma perché poi aveva pronta l'Inter, ma in città la gente lo fermava ai semafori per insultarlo, non c'era affatto un bel clima. Se non lo sai non capisci nulla. Fu l'attuale tecnico dell'Inter a spingere per il suo ritiro dal calcio giocato: "È quello che ha spinto di più".

CAPELLO - "Quando parli con Capello hai sempre torto".

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