Giù la produzione industriale, primo calo dal 2016

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Se nel mese di luglio si segnalano variazioni negative per i beni strumentali (-2,2%), i beni di consumo (-1,7%) e i beni intermedi (-1,2%), l'energia ha una diminuzione più contenuta, pari a -0,8%. Nel dettaglio, l'indice destagionalizzato della produzione è calato dell'1,8% rispetto a giugno. Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2018 l'indice è diminuito in termini tendenziali dell'1,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di luglio 2017). La maggiore crescita è però segnata dall'attività estrattiva (+2,8%), dalla fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e dalla fabbricazione di macchinari e attrezzature non classificate in altre categorie (+1,3%).

La fabbricazione di coke, prodotti petroliferi raffinati è stato il settore che è andato peggio, registrando una flessione su base tendenziale del 6,4%, seguito dalla industria del legno, della carta e della stampa con una flessione del 5,8%.

Solo per i beni strumentali si registra una certa tenuta dei livelli produttivi: è inoltre l'unico raggruppamento di industrie a mantenere una moderata crescita tendenziale a luglio, mentre crollano i beni di consumo (-1,7%).

Nuovo naufragio di migranti: oltre 100 i morti
Continuano le polemiche in merito alle inadempienze dell'Italia in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti . Oltre 100 migranti sono morti in un naufragio al largo delle coste libiche tra l'1 e il 2 settembre.

Nel secondo trimestre del 2018, dice l'Istat, l'occupazione cresce "a ritmi sostenuti" con un aumento di 203mila occupati rispetto al trimestre precedente (+0,9%, nei dati destagionalizzati). Si tratta soprattutto di dipendenti a termine, +390 mila, a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato -33 mila. La crescita economica è in Italia "più lenta di quella dell'economia dei paesi dell'area Euro, cresciuta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% nel confronto con il secondo trimestre del 2017". L'aumento dell'occupazione, benché diffuso per genere e ripartizione, è più intenso per le donne e nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno.

L'Istat commenta che la produzione industriale conferma una forte variabilità mensile nel corso del 2018 con un orientamento alla diminuzione. Il tasso dei posti vacanti, aumenta sia su base congiunturale sia su base annua, rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti percentuali. Nei primi sette mesi dell'anno il settore registra un calo tendenziale dell'1,4%.

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