Il ministro Bonisoli: "Abolirei la storia dell'arte"

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"Al liceo era una pena". Le parole scherzose del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli stanno creando un discreto scompiglio nel mondo degli storici dell'arte e non solo. Nel senso di "più storia dell'arte" e insegnata sempre meglio.

Durante un incontro con i sovrintendenti d'Italia, negli uffici liguri di Belle arti, un sovrintendete chiede al ministro Alberto Bonisoli se non sia il caso di rivedere i criteri di selezione e reclutamento dei dirigenti dei musei, considerato che "per gli idonei di storia dell'arte la graduatoria non è ancora finita". Il soprintendente della Liguria Vincenzo Tinè ha ricordato le gravissime carenze di personale degli uffici che negli anni si sono aggravate e riguardo alle graduatorie con cui vengono assunti i dirigenti ha dichiarato: "Mi permetterei di suggerire di fermare l'attingimento alla graduatoria degli storici dell'arte, talmente infinita che a dieci anni dal concorso non è ancora esaurita, mentre quelle di archeologi e architetti si sono esaurite subito".

"Sono d'accordo, anch'io abolirei la Storia dell'Arte - dice a quel punto Bonisoli - al liceo era una pena per me, quindi la capisco e condivido il suo disagio profondo".

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Anche le dodici motovedette regalate dall'Italia alla Libia sono finalizzate alla cura sintomatologica del problema. Un dato ancora inaccettabile se si pensa che si tratta di 6,3 milioni di morti all'anno.

Risulta quantomeno bizzarro il fatto che - nel frattempo - la sua stessa maggioranza abbia rilanciato la proposta di una legge che concretizzi il potenziamento della storia dell'arte nella scuola.

Per cercare di smorzare le polemiche, Bonisoli è voluto intervenire, lasciando un commento e una spiegazione sul suo profilo ufficiale di Facebook, dove si legge: "Un articolo de 'Il Secolo XIX' di oggi titola così: 'Bonisoli: abolirei storia dell'arte'". Attendiamo, fiduciosi, una smentita.

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