Ilva, Di Maio: "Sono ore delicate, ma avremo buoni risultati"

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Sarebbe questa l'ultima opfferta presentata dagli acquirenti, secondo fonti sindacali. "Siamo più vicini" ha spiegato una fonte sindacale riferendosi all'intesa possibile.

Inizialmente, gli acquirenti di Mittal avevano proposto un piano da 10.300 posti di lavoro entro il 2021, inclusi i circa 300 lavoratori delle affiliate di altri contratti elettrici e trasporti che erano invece esclusi dallo schema da 10.500 posti di lavoro proposto dall'ex ministro Carlo Calenda. I sindacati chiedono la parità di trattamento economico tra quanti passeranno nelle fila di Arcelor Mittal e quanti resteranno nella bad company che sarà portata in liquidazione.

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Di Maio ha ribadito che la gara presenta profili di illegittimità ma che può essere annullata solo se viene a mancare l'interesse pubblico, "una supercazzola": così "se il tavolo raggiunge risultati su ambiente e lavoro, la gara non può essere revocata per legge". Per la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, "allo stato attuale siamo lontanissimi da un accordo". "Bisogna recuperare tutto il tempo sprecato dal governo - ha aggiunto Marco Bentivogli della Fim-Cisl -". Distanze che partono dagli aspetti occupazionali fino al doppio regime salariale per i neoassunti. Al numero uno della Uilm, Rocco Palombella, il documento proposto al tavolo "non va bene perché riproduce fedelmente quello che ci hanno già detto in questi mesi" e l'unica apertura ravvisata "è che da 10.000 passerebbero a 10.300 le persone da assumere". Se avesse respinto la trattativa con l'investitore ArcelorMittal avrebbe dovuto rifinanziare l'azienda in amministrazione straordinaria per decreto, il 13esimo "salva Ilva".

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