Immigrati paragonati a "schiavi": l'Unione Africana bacchetta Salvini

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Agli amici dell'Unione africana mi limito a rimandare il comunicato di tre giorni fa in cui smentivamo qualsiasi comparazione tra immigrato e schiavo, anzi le mie dichiarazioni erano in difesa degli immigrati che qualcuno qui in Europa concepisce come schiavi.

Un nuovo attacco a Matteo Salvini è arrivato dall'Unione Africana, che ha espresso "sconcerto" per alcune frasi pronunciate dal vicepremier italiano. "È opinione dell'Unione africana che gli insulti non risolveranno le sfide della migrazione che Africa ed Europa affrontano". "Evidentemente qualcuno non è stato in grado di leggere o ascoltare quello che c'era da leggere e ascoltare".

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"Nell'interesse di un impegno costruttivo nel dibattito sulla migrazione tra i due continenti, l'Unione africana chiede che (Matteo Salvini) ritiri le sue dichiarazioni offensive", ha aggiunto la Commissione. Nuove polemiche sulle parole del segretario federale della Lega, frutto di un'incomprensione: già negli ultimi giorni Salvini ha chiarito a più riprese la sua posizione, sottolineando di non aver definito "schiavi" i migranti, ma tutt'altro. Invitando l'Italia a seguire "l'esempio di altri Paesi membri dell'Unione europea, come la Spagna, che hanno dato sostegno e protezione ai migranti in difficoltà, indipendentemente dalla loro origine e status legale, prima che il loro status per l'ammissione venisse determinato". Come è facilmente verificabile dai numerosi video e dalle dichiarazioni del ministro, Salvini non ha mai insultato gli africani, ma anzi ha censurato l'idea di farli arrivare in Europa per costringerli a lavorare e/o a vivere in condizioni così degradate da ricordare, appunto, la schiavitù. "L'Unione Africana chiede al vice premier italiano di ritirare la sua sprezzante affermazione sui migranti africani", aggiungendo inoltre che: "L'emigrazione italiana negli ultimi due secoli è stato il più grande caso di migrazione di massa nella storia moderna europea" e concludendo con: "L'Italia ha beneficiato moltissimo dalle rimesse della sua grande diaspora".

Il riferimento è all'ormai noto vertice tra ministri Ue dello scorso 14 settembre a Vienna, e alla dichiarazione da cui è scaturito il famoso battibecco tra il leader del Carroccio e il ministro lussemburghese Jean Asselborn: "L'Italia non ha l'esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più", aveva detto Salvini. "Esattamente il contrario di quanto riportato da alcuni organi di informazione stranieri".

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