Immigrazione, Conte vede Kurz: ma possiamo fidarci dell'Austria?

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A due giorni dal Consiglio europeo di Salisburgo, Sebastian Kurtz è arrivato a Roma dopo un tour che lo ha visto sia a Parigi che a Berlino proprio all'avvio del semestre di presidenza della Ue.

Il tema dei migranti è stato al centro del colloquio tenutosi oggi a Roma tra il premier Giuseppe Conte e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz: "Se non vogliamo un altro caso Diciotti abbiamo bisogno di una risposta europea: ho rappresentato la premura del mio Paese che si facciano maggiori investimenti nel Nord Africa". ha detto Conte in conferenza stampa al termine del faccia a faccia.

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Sono prevalse forme di dubbio e sospetto: il governo non ritiene che una candidatura fatta con questa formula possa avere ulteriore corso ".

L'unico punto su cui Conte e Kurz di sicuro sembrano su posizioni diverse resta la questione dei doppi passaporti che l'Austria intende dare ai cittadini altoatesini di lingua tedesca e ladina. "L'Austria - ha detto Kurz da parte sua - è molto contenta per come l'Italia ha ridotto l'afflusso dei migranti, ma ora bisogna trovare una soluzione europea e ridurre ancora l'afflusso". Che l'iniziativa di Vienna stia creando forti tensioni lo dimostra la decisione del ministro degli Esteri Enzo Moavero di far saltare l'incontro bilaterale con la collega austriaca Karin Kneissl. La visita di Kurz, che guida la presidenza del semestre europeo, doveva essere l'occasione per sondare il terreno in vista del vertice informale dell'Ue in programma domani a Salisburgo. Kurz la pensa come Conte: al vertice europeo di giugno "si è parlato di rafforzare i confini esterni, di collaborare con i paesi africani, di rovinare il modello di business dei trafficanti". Tra gli obiettivi: "Migliorare il mandato di Frontex e se raggiungiamo l'unanimità rafforzarlo".

"Noi e l'Italia siamo d'accordo nell'evitare una 'hard Brexit'".

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