Libia, salta la tregua. Ordigno vicino all'ambasciata italiana

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Lo riferisce il sito Libya's Observer. L'identità del gruppo che ha sferrato l'attacco, sottolinea il sito, resta ignota, ma "molti accusano la Settima Brigata" di Tarhuna, mentre altri le "milizie basate nelle caserme di Hamzah situate in un'area a ovest di Tripoli".

Fonti locali hanno riferito all'ANSA che l'ambasciata italiana non ha subito danni e che tutto il personale sta bene: "Il colpo di mortaio si è abbattuto sull'hotel Al-Waddan, facendo tre feriti fra i civili dopo la violazione della tregua, ha annunciato il portavoce del Servizio di soccorso e urgenze, Osama Ali".

Intanto non regge il cessate il fuoco nella zona sud di Tripoli.

Un colpo di mortaio ha colpito sabato mattina l'Hotel Waddan, poco distante dalla sede dell'Ambasciata italiana a Tripoli, in Libia.

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Dobbiamo trovare la condizione migliore e già sabato avremo un appuntamento fondamentale per poter tornare a vincere. Non ho sentito queste dichiarazioni , ma nel caso le valuteremo e le affronteremo nelle sedi opportune.

Nelle ultime ore si è sparato anche nella zona nord, che ha costretto la chiusura della base aerea di Mitiga, unico aeroporto funzionante nella capitale, con i voli che sono stati dirottati per 48 ore a Misurata, a 200 chilometri.

Gli Stati Uniti, Francia, Italia e Gran Bretagna hanno condannato quella che hanno definito un'escalation di violenze nella capitale libica, avvertendo che i gruppi armati che hanno indebolito la stabilità libica sarebbero stati resi responsabili. "Ribadiamo che il Diritto Internazionale Umanitario vieta di colpire la popolazione civile e di sferrare attacchi indiscriminati". "Questi tentativi di indebolire le legittime autorità libiche e ostacolare il processo politico in corso non sono accettabili", hanno dichiarato Washington, Parigi, Roma e Londra in una dichiarazione congiunta pubblicata dal ministero degli Esteri francese. "Tuttavia - aggiunge Alwasat - i bombardamenti sporadici di razzi non hanno mai cessato visto che sono ripresi stamattina dopo che già di 15 obici" erano caduti ieri sul quartiere "Suk El Giuma" (nella parte est della capitale).

"Riaffermiamo il nostro forte e costante sostegno al piano d'azione delle Nazioni Unite, come ricordato dal Presidente del Consiglio di Sicurezza il 6 giugno e dal Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé il 16 luglio - conclude la nota - Invitiamo tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione che possa mettere in pericolo il quadro politico stabilito con la mediazione dell'Onu, e pienamente sostenuto dalla comunità internazionale".

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