"L'ordine verrà dall'estero": la Russia rivela come avverrà la provocazione in Siria

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L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha denunciato raid aerei sulle città di Latamneh e Kafr Zeita, nella provincia di Hama.

È del tutto lecito pensare che, vista la delicatezza della situazione - la battaglia di Idlib che sta iniziando potrebbe aprire la strada verso la soluzione conclusiva dei sette anni di conflitto e sul futuro politico della Siria - e l'elevato livello dei partecipanti, i reali contenuti discussi al Trilateral Summit siano distanti dalle dichiarazioni uscite sui media. Alle operazioni, che gli analisti sostengono essere un preludio a una vasta offensiva di terra, partecipano anche le forze aeree russe.

E' questa la decisione finale del vertice tra Turchia, Russia e Iran avvenuto ieri a Teheran.

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Dovrò partire in terza fila, che è un po' più difficile. " Siamo tutti a meno di un decimo, siamo attaccatissimi ", dichiara Rossi.

Aumenta poi inevitabilmente la tensione tra Usa e Russia, "con da un parte Washington preoccupata, soprattutto dopo che Mosca ha ignorato l'appello a non ricorrere all'uso della forza, per un nuovo superamento della linea rossa rappresentata dall'uso dei gas, e dall'altra la Russia impegnata in una massiccia campagna mediatica secondo cui gli Usa starebbero preparando l'attacco chimico, con l'appoggio di finti soccorritori White Helmets, per poter accusare Assad e avere il pretesto per poter intervenire".

Ma Putin si è opposto a qualsiasi cessate il fuoco. Sempre venerdì, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sulla Siria, l'ambasciatore di Damasco all'Onu, Bashar Jaafariha, ha detto che Idlib "è una provincia siriana, non è in Somalia".

Ma in realtà c'è il comportamento della Turchia che è decisamente ambivalente.

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