Lula non può essere candidato

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Lo ha deciso venerdì il Tribunale supremo elettorale.

L'ex presidente e sindacalista è stato condannato lo scorso 24 gennaio dalla Corte d'appello di Porto Alegre con l'accusa di corruzione e riciclaggio di denaro per un caso centrato su un appartamento a tre piani (triplex) situato nella città costiera di Guarujà. Ora il Pt si vede costretto a sostituire Lula con il candidato alla vice presidenza, l'ex sindaco di San Paolo Fernando Haddad.

L'ex presidente brasiliano, da aprile in carcere per corruzione, non potrà dunque partecipare alle elezioni presidenziali brasiliane del prossimo 7 ottobre. Se si votasse oggi e potesse correre: Lula risulterebbe certamente il più votato dai brasiliani, secondo tutti i sondaggi.

Appena annunciata la bocciatura della candidatura di Lula, il Partito dei Lavoratori (Pt) ha emesso un comunicato nel quale ha promesso di "continuare a lottare con tutti i mezzi" per la sua candidatura, ma anche se i difensori dell'ex presidente presentassero ricorsi contro la decisione la sua applicazione resta immediata.

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I nerazzurri sono nettamente favoriti come dimostra il fatto che il 2 è offerto a 1,55, l'X a 3,90 e l'1 a 6,50. Alle ore 18:00 il primo match ha messo di fronte il Bologna di Filippo Inzaghi e l'Inter di Luciano Spalletti .

L'ex presidente sostiene invece di essere innocente e vittima di una "persecuzione politica" che vuole impedirgli il ritorno al potere, considerando che i numeri sulle intenzioni di voto lo danno saldamente in testa: è al 40 per cento, seguito dal candidato di estrema destra Jair Bolsonaro, con circa il 20 per cento.

Lula risulta ineleggibile per la cosiddetta "legge della scheda pulita", che vieta ai cittadini condannati in secondo grado da un tribunale collegiale di presentarsi come candidati alle elezioni.

Questo però non è avvenuto e - ironia della sorte - è stata Dilma Roussef, la compagna di partito di Lula, eletta dopo di lui alla presidenza, la responsabile di questa dimenticanza.

Fachin ha sostenuto che la richiesta dell'organismo Onu era vincolante per le autorità brasiliane, ma i suoi sei colleghi hanno ribattuto che le richieste del Comitato per i Diritti Umani potrebbero diventare obbligatorie solo se la presidenza brasiliana avesse promulgato i relativi accordi internazionali, già ratificati dal Parlamento. Gli avvocati di Lula hanno già annunciato il ricorso.

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