Papa Francesco contro la mafia, Bongiovanni: ''Messaggio politico della chiesa alla mafia''

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Al Foro italico si terrà la messa in memoria di Puglisi. Questo è l'unico populismo possibile, l'unico 'populismo cristiano': "sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese", ha concluso. Tra loro anche persone malate e detenuti. E ha reso omaggio anche al giudice Giovanni Falcone e alla sua scorta sul luogo della strage di Capaci. Quindi si trasferisce in auto a Piazza Europa per l'incontro con i fedeli. Lì il Papa, ricordando proprio la morte di Puglisi, ha urlato il suo anatema contro la mafia e i suoi affiliati.

"Chi è mafioso non vive da cristiano perchè bestemmia in Dio", il monito di Papa Francesco è stato deciso ma temperato dalla consueta voce conciliante che lo contraddistingue. Parole che risuonano nell'isola 25 anni dopo il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi. Il Comune, in una straordinaria sinergia con tutte le istituzioni coinvolte, ha collaborato a un evento che ha certamente una portata storica per la nostra città, per le parole che il Papa ha pronunciato su tanti temi, dalla mafia, al ruolo della Chiesa nella società, all'importanza del dialogo e dell'accoglienza, al contrasto del "populismo che non ascolta il popolo". Convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle! Cambiate fratelli e sorelle, smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi.

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Quali sono, dunque, le speranze per domani? In effetti non sarà facile rifarsi del risultato odierno, ma sarà fondamentale per continuare ad alimentare le speranze mondiali del tedesco.

La mafia è stato il filo conduttore di ogni discorso del Pontefice a Palermo e nella cittadina di Piazza Armerina, in provincia di Enna, visitata per meno di un'ora al mattino. "Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione", afferma. "Se la minaccia mafiosa è 'tu me la pagherai', la preghiera cristiana è 'Signore, aiutami ad amare". La calda giornata di sole ha caratterizzato l'evento che si è svolto nel pieno rispetto del programma. "Vi chiedo perciò di vigilare attentamente, affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione diventa veicolo di corrotta ostentazione", dice ai preti. Un invito al coraggio, a rompere un muro di omertà e di paura in cui spesso lo stesso clero rimane imbrigliato.

Quando fu assassinato - conclude Papa Francesco - "Padre Pino era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio: non un bagliore accecante, ma una luce gentile che scava dentro e rischiara il cuore". Con una certezza: "Tutto può cambiare!". Per Don Puglisi infatti "il Padre Nostro era una regola di vita, capace di produrre una cultura della convivenza, di conciliare nella fraternità universale la condivisione del pane e del perdono".

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