Sarri punge De Laurentiis: "Ho saputo di Ancelotti dalla tv"

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Per la prima volta Maurizio Sarri parla del suo addio al Napoli, di come ha scoperto del suo esonero ("grazie alla tv"), di come si è lasciato con la città (bene) e con il presidente De Laurentiis (male). Come ad esempio la corsa scudetto dello scorso anno: "Mi capita di ripensarci". Come in occasione del famoso Fiorentina-Napoli: "Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città". "Ancora non so perché non sono più l'allenatore del Napoli".

Napoli a metà tra bei ricordi e momenti da dimenticare, con un'apertura per il futuro: "Nulla è stato più bello che vincere allo Juventus Stadium".

Sarri non nasconde i dissidi con il presidente del Napoli: "Devo ringraziarlo perché mi ha fatto allenare la mia squadra del cuore e se sono al Chelsea è perché ho guidato il Napoli". Vuol dire che le qualità umane e professionali sono straordinarie. Qui è totalmente diverso: è una festa assoluta, è un piacere arrivare negli stadi e vedere i tifosi con le maglie diverse che prendono una birra assieme. Però quando siamo lontani, scatta un po' di nostalgia e qualcosa ci manca sempre. C'era una clausola con scadenza 31 maggio. Motivazione mai digerita dal Presidente ma mai accettata pure dal pubblico che non ha altrettanto compreso il passaggio alla Juventus.

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Il debito pubblico - ha spiegato l'agenzia - rimarrà "molto elevato" lasciando il paese "più esposto a potenziali shock". Il ministro del Tesoro si trova adesso in Cina, ma non vuole mollare la linea del 1,5%.

E proprio sul nuovo allenatore del Napoli e sulla sua nuova esperienza al Chelsea, Sarri ha voluto esprimersi così: "Spero Carlo possa riuscire dove non sono riuscito io per la città, per i tifosi". Tuttavia, ancora non è dato una spiegazione sul perché non siede più sulla panchina del Napoli dopo il lavoro svolto: "Bisogna chiederlo alla società. Ora ho il Chelsea e sono felice".

Intervistato in esclusiva da 'Il Mattino', Sarri ha esternato le dinamiche dell'addio al club azzurro: "Ero a cena con Pompilio, il collaboratore di Giuntoli, con cui stavo discutendo proprio se restare o no. Abbiamo acceso la tv e abbiamo visto l'ingresso alla Filmauro di Ancelotti. Ma il De Laurentiis al quale voglio bene è sicuramente Edoardo, figlio di Aurelio". "Lì era obbligatorio fare dei cambi se volevamo continuare a sognare lo scudetto, vero obiettivo del gruppo e della squadra". Una notte unica. A livello umano l'amore di ogni giorno dei napoletani nei miei confronti. Ai calciatori del Napoli dico che siete dei ragazzi straordinari, continuate così perché ce la potete fare a conquistare quel sogno che abbiamo sfiorato. E a chi chiede a Sarri se è più difficile essere l'erede di Conte al Chelsea o di Sarri al Napoli, l'allenatore toscano risponde così: "Io non ho vinto nulla al Napoli".

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