Sentenza storica in India: essere gay non è più reato

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L'India, il secondo paese più popoloso al mondo, aveva considerato - fino ad ora - un reato contro natura.

L'articolo 377, risalente al periodo coloniale, stabiliva che l'omosessualità era punibile con il carcere a vita e classificava i rapporti tra persone dello stesso sesso come "rapporti contro l'ordine naturale".

Il netto cambio di passo ufficializzato dalla Corte Suprema è stato auspicato da molte associazioni che da anni si battevano e si battono tuttora per la difesa dei diritti civili; anche semplici cittadini e diversi deputati avevano provato a far avanzare una legge che aboliva questa norma del Codice Penale.

"Era diventata un'arma per la persecuzione della comunità Lgbt", ha aggiunto il giudice. L'asia intera, purtroppo, così come il medio oriente, presenta una situazione tuttora drammatica per le persone omosessuali.

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Valtteri Bottas non nasconde di avere fatto il gioco del suo compagno di squadra Lewis Hamilton durante il Gp d'Italia a Monza . Davanti a tutti, però, c'è l'altra Mercedes di Bottas , che rallenta Raikkonen e consente ad Hamilton di avvicinarsi.

Ma seppure abbia fatto alcuni importanti passi sui diritti legati a sessualità e genere negli ultimi anni, nelle zone rurali e nelle comunità religiose la decisione ha suscitato forti proteste. Inoltre la legge in vigore fino ad oggi, violava i principi costituzionali poiché discriminatoria.

Gli esperti legali lo hanno interpretato come un sostegno implicito al movimento, che è iniziato nei tribunali nel 2001 con un ricorso alla Corte Suprema di Delhi da parte della Fondazione. Non esistono dati ufficiali, ma in base a una stima fatta dal governo indiano nel 2012 gli omosessuali nel paese sono più di due milioni e mezzo. Si sono scusati con la comunità gay, e hanno detto che copie della sentenza saranno consegnate ad ogni stazione di polizia.

La decisione della Corte Suprema è stata unanime: tutti e cinque i giudici hanno cioè votato a favore della depenalizzazione.

La notizia di questa storica sentenza, oltre che essere comprensibilmente accolta con entusiasmo dagli attivisti per i diritti umani e dai militanti LGBT, è stata commentata molto positivamente dall'Unione Europea.

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