Starbucks apre a Milano. Ecco le foto della Reserve Roastery

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Howard Schultz è rimasto affascinato dalla cultura dell'espresso e dall'atmosfera dei bar milanesi nel suo viaggio italiano nel 1983 e nel primo store in Italia ha voluto ricreare le stesse emozioni, anche grazie al design, all'arredamento anni 70 e alle luci.

Il primo negozio italiano di Starbucks, la famosa catena internazionale di caffetterie, sarà inaugurato oggi 6 settembre a Milano in piazza Cordusio, e da domani sarà aperto al pubblico. Sul Corriere della Sera Aldo Cazzullo scriveva addirittura che "l'apertura in Italia di Starbucks come italiano la considero un'umiliazione" e si chiedeva "quanti dei 350 posti di lavoro annunciati a Milano andranno a giovani italiani, e quanti a giovani immigrati". Ma è proprio sul lato dell'economia che la vicenda può offrire qualche spunto interessante.

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Il rischio di esposizione ai morsi delle zanzare si riduce anche grazie all'utilizzo di prodotti specifici come i repellenti. Entro due settimane la disinfestazione si estenderà a tutti i Comuni in cui il virus si è palesato.

All'interno della Reserve Roastery c'è una grande tostatrice sempre in funzione, il bancone per il caffè, l'angolo per i prodotti da forno dell'italiano Princi, il bar Arriviamo per l'aperitivo con cocktail e vini e lo Scooping Bar per chi vuole acquistare il caffè appena tostato.

I prezzi, però, sembrano decisamente poco italiani. Da un lato la pluridecennale attesa per entrare nel mercato italiano nel modo migliore possibile è una lezione di umiltà ("umiltà e rispetto" sono le parole che Schultz usa continuamente quando parla del confronto con il caffè italiano). Se a questo aggiungiamo che il caffè espresso fatto a casa, utilizzando 7 grammi di miscela, costa mediamente 12 centesimi, ecco che andare da Starbucks ci costa il 2471% in più. Sarebbe un piccolo passo per noi, ma un grande passo per l'umanità: finalmente il resto del mondo scoprirebbe che il caffè e la pizza non sono quelli di Starbucks e Pizza Hut.

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