Strasburgo: sì alle sanzioni all'Ungheria di Orban e alla Direttiva sul copyright

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È un voto storico quello a cui è chiamata la Plenaria di Strasburgo mercoledì 12 settembre che dovrà decidere sulle sanzioni all'Ungheria.

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione Sargentini sullo stato di diritto in Ungheria, dando così l'ok all'applicazione dell'articolo 7 dei Trattati, che nella sua fase più avanzata può condurre a sanzioni contro il Paese. A favore hanno votato 448 parlamentari, mentre 197 hanno votato no e 48 si sono astenuti.

Fra i principali partiti italiani, hanno votato a favore della "opzione nucleare" il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. La Lega e Forza Italia avevano annunciato ieri il loro voto contrario. Per questa procedura - finora mai avviata dall'Europarlamento - la maggioranza richiesta è quella assoluta di tutti gli eurodeputati (50%+1) e almeno 2/3 dei voti.

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Nei giorni scorsi Filt Cgil e Uiltrasporti hanno riunito a Roma i sindacati europei provenienti da Belgio , Germania , Irlanda , Olanda , Portogallo , Spagna e Svezia.

Tutti concordano che il voto avrà per il momento un significato soprattutto simbolico: per far scattare la rimozione del diritto di voto servono diversi passaggi, e soprattutto il voto favorevole degli altri 27 stati.

Negli ultimi anni il controverso primo ministro ungherese Viktor Orbán, rieletto lo scorso aprile, ha approvato norme che limitano la libertà di stampa, ha avuto posizioni molto discriminatorie verso i musulmani e ha portato avanti una dura campagna contro i migranti, introducendo nelle ultime settimane delle leggi che criminalizzano l'immigrazione clandestina e prevedono il carcere per le persone o le organizzazioni che in qualche modo la favoriscono. "Sto andando a Strasburgo per difendere l'Ungheria e il popolo ungherese contro accuse ingiuste e bugie", ha aggiunto Orban, a poche ore dal suo intervento all'Europarlamento.

Per adottare la proposta di iniziativa legislativa redatta dall'eurodeputata dei Verdi, Judith Sargentini, è stata fissata una soglia alta al Parlamento europeo. "La sentenza è già scritta", ha commentato il premier ungherese in un post su Facebook, sostenendo che "i rappresentanti a favore della migrazione hanno la maggioranza al Parlamento europeo". E ha chiuso: "Il voto di oggi crea un precedente pericolosissimo".

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