Unicef lancia l'allarme: ogni cinque secondi muore un bambino nel mondo

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Par avere un'idea del gap che esiste fra le diverse aree del mondo, basta pensare che nei Paesi ad alto reddito, il numero di bimbi under 5 che muoiono scende a 1 su 185.

"Senza un'azione immediata, di qui al 2030 moriranno 56 milioni di bambini sotto i 5 anni, metà dei quali neonati" sottolinea Laurence Chandy, direttore per Data Research and Policy all'UNICEF.

"Dal 1990 abbiamo compiuto notevoli progressi nella sopravvivenza infantile, ma a milioni continuano a morire a causa delle circostanze e del luogo in cui sono nati. Con soluzioni semplici come medicine, acqua pulita, energia elettrica e vaccini, possiamo modificare questo destino per ogni bambino". Complicazioni alla nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. Tra i bambini e ragazzi di eta' compresa tra 5 e 14 anni, le lesioni diventano la causa di morte piu' importante, in particolare l'annegamento e il traffico stradale.

Per i bambini, ovunque nel mondo, il periodo più a rischio è il primo mese di vita. Un dato ancora inaccettabile se si pensa che si tratta di 6,3 milioni di morti all'anno.

La causa principale che impedisce a così tanti bambini e giovani di mettere anche solo una volta piede all'interno di una scuola, e di avere così la possibilità di seguire un percorso educativo e di crescita sociale, è la povertà.

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La metà dei bambini sotto i 5 anni che hanno perso la vita nel 2017 vivevano infatti nell'Africa subsahariana, mentre un altro 30 per cento nei paesi dell'Asia meridionale.

"Milioni di neonati e bambini non dovrebbero morire ancora ogni anno per mancanza di accesso ad acqua, servizi igienico-sanitari, nutrizione adeguata o servizi sanitari di base" denuncia la dottoressa Princess Nono Simelela, assistente del Direttore Generale per l'assistenza alla Famiglia, alle Donne e ai Bambini dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Il dossier spiega inoltre come, sempre tra il 1990 e il 2017, il numero di morti fra i bambini di età maggiore, fra i 5 e i 14 anni, è calato da 1,7 milioni a meno di un milione. Lo rivela il rapporto di UNICEF dall'OMS e dalla Divisione delle Nazioni Unite. Ridurre le ineguaglianze assistendo i bambini e le madri maggiormente vulnerabili è essenziale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. I paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità sotto i 5 anni sono: Somalia (127 su 1.000 nati vivi), Ciad (123), Repubblica Centrafricana (122), Sierra Leone (111) e Mali (106). I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nellearee rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane. Per quanto riguarda invece la mortalità neonatale, invece, è in Pakistan che si è registrato il numero maggiore (44 ogni 1.000 nati vivi).

Se, in alternativa i soldi spesi per le guerre sparse nel mondo e per arginare il problema dell'immigrazione, fossero spese per migliorare le problematiche esistenziali nei Paesi più poveri del mondo, forse ci sarebbe un mondo migliore ed anche un fenomeno migratorio più contenuto. Anche le dodici motovedette regalate dall'Italia alla Libia sono finalizzate alla cura sintomatologica del problema.

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