Banche, Tria: giusto Stato intervenga se sono in crisi

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Spero che questo Governo si attivi per non scoraggiare chi, con tanto entusiasmo e senso di responsabilità, forse per educazione ricevuta, esce di buon'ora di mattina da casa per compiere il proprio dovere di onesto cittadino, magari anche di giorni cosiddetti festvi, e vi fà rientro, a sera inoltrata, e molte volte, purtroppo, si accorge che comunque, per motivi diversi, "la giornata non è riuscito a guadagnarsela". "È giusto che lo stato intervenga quando c'è una banca in crisi, certo c'è il problema del moral hazard".

Governo in allerta intanto per le banche: se vanno in crisi interverremo, assicura il ministro Tria che ha difeso l'operato del n. 1 della Bce Mario Draghi e gli da' ragione sulla pericolosità dell'aumento dello spread. "Se la crescita dovesse essere dell'1% il deficit non sarebbe del 2,42% ma del 2,46%". "Draghi ha detto la realtà come banchiere centrale". Credo che ci siano tanti che in questo momento stiano tifando per lo spread, ma non mi preoccupa, perché l'Italia ha un'economia solida.

LE OPERE PUBBLICHE - Gli investimenti pubblici sono importanti, dice il ministro Tria, facendo notare che "la carenza di investimenti pubblici riguarda tanti Paesi in Europa e negli Stati Uniti". Gli analisti dei fondi di investimento "sanno bene" che la partita "non si gioca su questi decimali". "Il governo deve in un modo o nell'altro intervenire, dire come non è possibile, se un ministro lo facesse turberebbe il mercato".

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"Dopo un anno abbiamo tre commissari e non ho visto nessun piano industriale", osserva Tria parlando di Alitalia. Di fronte a condizioni avverse, semmai - ribadisce - gli interventi correttivi alla legge di bilancio riguarderebbero la spesa pubblica e per questo mette in conto revisioni "trimestrali ma anche mensili". "E poi verrà il piano industriale" che, ha precisato "deve rispettare le regole Ue e quindi devono esserci i privati". Tornando alle banche, Tria non si sbilancia sullo strumento che potrebbe essere messo in campo per combattere gli eventuali problemi di ricapitalizzazione tenendosi alla larga dall'ipotesi delle fusioni, quella che riscuoterebbe maggior consenso nel M5S.

Nel corso dell'intervista, il Ministro dell'Economia e delle Finanze, ha inoltre aggiunto: "Io mi ricordo che una volta sul Foglio scrissi rispetto alle regole fiscali europee: io mi sento molto europeo [VIDEO]". Se vi interessa continuare ad ascoltare un'altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

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