Boccia: "Crediamo nella Lega" L’attacco di Calenda: "Vergognoso"

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"Confindustria è governativa per definizione", amava dire Gianni Agnelli, il Machiavelli dell'imprenditoria italiana: di cui il presidente Vincenzo Boccia, con le sue dichiarazioni pro Salvini, sembra seguire la lezione. Nessun endorsement, dunque, ma "strumentalizzazioni" alimentate da "qualche tweet". "Ero a Vicenza e avevo fatto le conclusioni" dell'assemblea degli industriali, "c'era il viceministro Garavaglia e la ministra Stefani". E con quali provvedimenti il Governo pensa di rilanciarli. Anche se sottolinea: "i provvedimenti vanno valutati uno per uno, non siamo favorevoli o contrari a prescindere". Il riferimento è al presunto sostegno di Confindustria alla Lega, che ha scatenato polemiche nei giorni scorsi, Boccia ha ribadito che la cosa "mi fa sorridere".

Il numero uno degli Industriali ha quindi lanciato un messaggio alla politica, affinché "non dia per scontato che siamo la seconda manifattura d'Europa perché ci sono altri paesi che vogliono andare avanti e superarci". Invece: "Questo è il nostro pensiero, ci rivolgiamo al governo". In altre parole: i Cinquestelle si sono presi il palcoscenico vantandosi di aver piegato il ministro Tria a una disavanzo al 2,4% con tutto quello che comporta, ora confidiamo nella Lega perché apporti modifiche di sostanza. Abbiamo invitato la Lega a essere coerente.

"C'è un rapporto storico di molti nostri imprenditori con i governatori della Lega in Veneto, in Lombardia e in Friuli". Il punto è vedere quante risorse la manovra prevede realmente per lo sviluppo e la crescita e gli investimenti pubblici e privati. "Quale è il quantum delle risorse legato allo sviluppo ed alla crescita?". È possibile che un ministro faccia questo? "Mi rivolgo al governo, non al singolo ministro". Concludendo: "Se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso". "Io parlo di rispetto".

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La Confindustria "è ufficialmente leghista - ha twittato Calenda - Chissà se le imprese credono anche nel piano B, nel trasformare l'Italia in una democrazia illiberale, nello spread fuori controllo etc. Mai un Presidente aveva fatto un endorsement così a un partito politico". Intende essere parte di una società liberale aperta, accettare le critiche senza attaccare ad personam chi le fa?

Al reddito di cittadinanza, osteggiato da gran parte degli imprenditori, Boccia riconosce di porre una "questione sociale" ma si affretta anche a spiegare che "non deve essere un elemento che disincentivi il lavoro". Detto questo, per quanto mi riguarda, penso che sia presto per dare un giudizio su. "Sto parlando di rispetto, non di condivisione, non di contaminazione". "Noi dobbiamo avere la libertà e la responsabilità di esprimere le nostre proposte, secondo noi nell'interesse del Paese, e per questo smettiamola con questi messaggi che non hanno alcun senso".

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