Charles Aznavour addio: le sue tre mogli e i figli

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Il più longevo, il più eclettico, il più controverso. Nel 2000 Renato Zero interpreta il brano simbolo di Aznavour, che potrebbe benissimo avere scritto lui stesso: "Perdonatemi se/Con nessuno di voi/Non ho niente in comune/Io sono un Istrione/A cui la scena dà/La giusta dimensione.".

Il musicista fa parte della legione d'Onore francese e ha ricevuto il titolo di Eroe Nazionale Dell'Armenia, è stato insignito dell'ordine della patria, come distintivo d'onore "per il suo eccezionale contributo al rafforzamento delle relazioni culturali tra la Russia e la Francia". Ma nel suo repertorio sconfinato non c'era solo l'amore. Aznavour sapeva cogliere il cuore dei sentimenti, anche quelli meno "frequentati" in musica, come dimostrano alcune delle sue canzoni forse meno conosciute ma altrettanto preziose: "Compagno", storia di un ex partigiano in carcere rimasto fedele a se stesso e che sogna la libertà mentre osserva da lontano l'ascesa politica di chi si è rinventato, ma anche "La sala e la terrazza", "A mia figlia", "Vecchio mio, Giuda mio", "Maledetto piano".

In Italia, inoltre, per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni ha collaborato con il grande autore e paroliere Giorgio Calabrese, recentemente scomparso. Come tutti gli istrioni, una sola arte non poteva bastargli: era anche un attore. Non quella di Edith Piaf né quella di Maurice Chevalier o Charles Trenet.

È spuntato un nuovo audio Whatsapp di Rocco Casalino
Il messaggio audio è stato pubblicato in mattinata sul sito del Giornale , e potete ascoltarlo qui sopra. Lo è meno la necessità di ribadire, davanti a un tale disastro, il desiderio di risposarsi.

Nel 1960 ha recitato in "Tirate sul pianista" di François Truffaut.

"Io vi parlo d'un tempo/ Che i minori di vent'anni non possono conoscere/ Montmartre a quel tempo aveva i suoi lillà attaccati/ fin sotto le nostre finestre/ E la spoglia dimora che ci faceva da nido/ non valeva un soldo". "Perché se alla gente non si insegna qualcosa resteranno sempre degli asini", aveva detto di recente in una intervista a Milena Gabanelli a Report.

Ha girato il mondo in tournée fino all'ultimo, sul palco finché la salute glielo ha permesso, ogni anno era sempre un poco più curvo, la voce meno stentorea ma sempre capace di evocare emozioni.

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