Chiamparino, no Torino a Tav è bestemmia

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E dentro l'aula non sono mancati momenti di tensione con i consiglieri del centrosinistra che hanno esposto cartelli e protestato, venendo espulsi.

Una partita che interessa anche il governo. La spaccatura è tale che lo stesso Luigi Di Maio è costretto a tenere buona la base rilanciando la battaglia contro la Tav.

Per il rappresentante della Lega in consiglio comunale, Fabrizio Ricca, l'atto è "una fuga in avanti del M5S" ed "esclusivamente ideologico" che "non ci saremmo aspettati a fronte del contratto di Governo". "Un'opera che non può essere sacrificata sull'altare di un compromesso per ragioni di carattere politico". "Credo che in questo momento nessuno del governo a Roma abbia intenzione di foraggiare quest'opera".

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La cosa assurda è che questa diga, ci hanno sempre detto, serve a limitare l'impatto dei lavori sull'ambiente marino e poi creano un impatto diretto sul fondale.

Nel documento, i Cinque Stelle invitano, poi, sindaca è giunta a valutare in alternativa alla Tav "la promozione dell'utilizzo dell'intesa linea esistente tra Torino e Modane", a "sospendere qualsiasi spesa prevista dalla delibera Cipe del 7 agosto 2017′ e a "destinare i fondi attualmente previsti dal governo per la Torino-Lione, sia per la parte internazionale, sia per quella italiana, per la mobilità collettiva e sostenibile nel territorio della Città metropolitana di Torino e della Regione Piemonte".

A stretto giro la replica di Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte, che da Verbania (dove è giunto per il convegno Passaggio a Nord Ovest), ha affermato: "Che la Città di Torino, uno dei due poli della connessione con Lione, dica no al collegamento con la Francia mi sembra una bestemmia. Così si blocca l'Italia, si soffoca Torino", ha dichiarato in una nota l'ex sindaco di Torino. Dopo è stata decisa la loro espulsione, compresa quella di Piero Fassino.

L'ordine del giorno scatena intanto la prima vera offensiva degli industriali contro la sindaca. Ci sono circa duecento imprenditori e sindacalisti, con i presidenti delle nove associazioni d'impresa - Api, Unione Industriale, Amma, Ascom, Confartigianato, Cna, Confesercenti, Collegio Costruttori, Confapi.

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