Condono: "manina" denunciata da Di Maio fa sfiorare crisi di governo

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"Luigi Di Maio ha fatto alcune dichiarazioni pubbliche un po' forti e il Premier Conte ha ritenuto giusto convocare il consiglio dei ministri per chiarire la situazione e credo abbia fatto bene". Il Consiglio dei ministri sabato "si svolgerà, perché a convocarlo sono io, il presidente del Consiglio sono io, decido io che si svolga" tuona.

"Non è vero che Conte leggeva e Di Maio scriveva". Oppure ho ragione io, e si sono detti solo i termini generali.

"Nel testo del decreto letto lunedì sera c'era la dichiarazione integrativa con dentro il condono penale, dentro i capitali dall'estero?" La risposta è no. Quando si dice che Conte leggeva e Di Maio scriveva si dice una cosa non vera perchè nel Cdm non si legge norma per norma un decreto o una legge, si enunciano i principi generali. Il ministro degli Interni ha ribadito più volte che domani non ci sarà nessuna riunione del Consiglio dei ministri bis come invece ipotizzato da fonti di governo del Movimento 5 Stelle per esaminare e modificare il provvedimento contestato. Lo dicano loro. A meno ch non siano altri che vogliono far cadere il governo.

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"Ora smettiamola con il dire che c'è panna montata". "Se non hanno capito, se hanno cambiato idea, se hanno iniziato a litigare - ha ripetuto - è un problema loro".

Alta tensione tra i due vicepremier Salvini e Di Maio sul condono fiscale Salvini non cede sul decreto fiscale: Di Maio sapeva tutto del condono, ma "non c'è una crisi all'orizzonte'" certo se cambiamo la pace fiscale "si crea un "precedente pericoloso". "La roba dello scudo penale per l'autoriciclaggio non serve". Una considerazione da fare è che nessuno denuncerebbe di aver evaso se poi rischia una condanna penale. Se è vero che finché non viene pubblicato in Gazzetta ufficiale un decreto formalmente non esiste è anche vero che se quel testo è uscito è difficile che una mano politica (il sottosegretario Giancarlo Giorgetti?) o tecnica possa averlo modificato nella trasmissione informale al Quirinale confermata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Non è colpa mia se io e Salvini non ci siamo ancora potuti confrontare sui nodi da sciogliere è legittimo stare in campagna elettorale in Trentino ma poi non ci si può lamentare". DI Maio punta anche il dito verso la telecamera: "Perché quando si è fatto il decreto dignità e tanti giustamente esponenti della Lega hanno presentato emendamenti, io stavo qua e risolvevano uno a uno tutti i problemi".

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