Cosa c’è di vero nelle dichiarazioni di Di Maio sul TAP

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E nel mirino finisce anche il ministro per il Sud Barbara Lezzi, con Forza Italia che si unisce ai comitati contro il gasdotto per chiederne le dimissioni. "Noi non lo sapevamo, non ci hanno mai parlato delle penali".

"Una eventuale revoca dell'autorizzazione rilasciata e riconosciuta legittima da tutti i contenziosi amministrativi, col conseguente annullamento del progetto, causerebbe una serie di danni a soggetti privati (la società costruttrice, le società che hanno avuto appalti di lavori, gli esportatori del gas azero, gli acquirenti che hanno già firmato contratti di acquisto venticinquennali del gas con consegne del gas in Italia a partire dal 2020) e pubblici, configurando richieste di rimborso degli investimenti effettuati nonché dei danni economici connessi alle mancate forniture, anche al di fuori del territorio italiano, nei confronti dello Stato italiano, attivando cause o arbitrati internazionali in base alle convenzioni internazionali firmate dall'Italia che proteggono gli investimenti esteri effettuati da privati, motivati anche dalla violazione dell'Accordo Intergovernativo sottoscritto e ratificato dal Parlamento italiano".

In queste ore, però, la polemica politica verte in particolare sulle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che ha giustificato il via libera al completamento della TAP con l'esistenza di "penali da 20 miliardi di euro", che sarebbero contenute in carte, la cui disponibilità è riuscito a ottenere solo da ministro.

Allerta meteo, scuole chiuse a Roma il 29 ottobre
Domani, lunedi' 29 ottobre , le scuole di ogni ordine e grado nella città di Roma resteranno chiuse per gli studenti. Scuole chiuse a Roma e nel Lazio: sindaco Raggi firma ordinanza per domani, lunedì 29 ottobre .

"Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro - le parole del vicepresidente del consiglio, in visita in Sicilia - ma è così, altrimenti avremmo agito diversamente".

Di Maio ha anche affermato di aver potuto leggere le carte solo ora da ministro, prima erano state negate agli esponenti dei Cinquestelle. In quegli anni l'unica cosa che ci dicevano è che eravamo nemici del progresso.

Falso anche che ci sia stata una qualche secretazione degli atti, come dimostrato da un documento recuperato dal Corriere Salentino, che evidenzia come proprio una parlamentare del Movimento 5 Stelle, Daniela Donno, avesse fatto richiesta di accesso agli atti, ricevendo risposta positiva proprio dal ministero. Non ci possono essere penali, semplicemente perché non esiste alcun contratto tra Stato e TAP. Quindi, l'ex ministro sottolinea come Di Maio abbia mentito e, per questo, dovrebbe dimettersi. Molti coloro che puntano il dito nei confronti dell'ala gialla dell'esecutivo, che dopo il condono fiscale e il decreto sicurezza sono costretti ancora una volta a disattendere le promesse fatte in campagna elettorale.

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