Dal 2011 a oggi sono morte più di 250 persone scattandosi selfie

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Negli ultimi anni, infatti, è stato registrato un aumento dalle così dette morti provocate dagli autoscatti, il che sta diventando un problema serio. Nel mondo tra il 2011 e il 2017 ci sono stati almeno 259 morti per selfie, persone cioè che hanno perso la vita per incidenti mentre cercavano di scattarsi una foto 'estremà. Lo rivela uno studio mondiale del Journal of Family Medicine and Primary Care, che specifica come la maggior parte dei decessi sia avvenuta scattandosi immagini in cima a una montagna o in riva a un lago o un fiume. Il dato sicuramente più allarmante riguarda l'eta media delle vittime, che si aggira spaventosamente attorno ai 22,94 anni.

Secondo i ricercatori la maggior parte dei morti da selfie si è verificata in India (159 casi), seguita da Russia, Stati Uniti e Pakistan. Il dato funestamente sorprendente è che al primo posto vi è l'annegamento dovuto alle onde che sommergono persone pronte all'autoscatto sulla spiaggia, al capovolgimento di barche o canoe oppure per scatti in acqua pur non sapendo nuotare o ignorando gli avvertimenti di pericolo: qui il numero delle vittime segna 70.

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Sebbene questa pratica sia assolutamente illegale e sconsigliata, ci sono tuttavia molti siti che lo consentono e che sono ragggiungibili anche in Itralia.

Gli incidenti più frequenti? Accanto a questo e alle morti per caduta (48), tanti i decessi (51) inseriti nella categoria "trasporto" dovuti principalmente al clic di fronte a un treno in corsa.

Molti di questi selfie mortali sono anche facili da trovare in rete, perché postati un momento prima dalle vittime stesse. Lo studio ha dimostrato come il comportamento rischioso abbia causato più morti rispetto al non rischioso, con una percentuale di mortalità più alta negli uomini che nelle donne di circa tre volte. A Mumbai, per esempio, ne sono state individuate ben 16.

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