Di Maio attacca le opposizioni e la stampa

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Dopo di che, se qualcosa non funzionerà, saremo pronti a intervenire anche prima della stesura definitiva della manovra e della sua approvazione.

Di Maio ricorda i deficit indicati dai governi Pd, contro cui "nessuno ha mai fiatato", cioè 3% nel 2014, 2,6% nel 2015, 2,5% nel 2016, 2,4% nel 2017 e 2% nel 2018. Nella "manovra del popolo", ha aggiunto, si cominciano a ricostruire diritti sociali che erano stati distrutti.

Lo stesso premier Giuseppe Conte scende in campo dopo le polemiche e il monito lanciato dal presidente della Repubblica Mattarella, e non indietreggia di un millimetro: "La mia opinione è che i principi di equilibrio del bilancio e di sostenibilità del debito pubblico, a prescindere dal fatto che siano scritti nella Costituzione e nel Fiscal Compact, siano linee guida che qualunque governo responsabile deve tenere da conto". "Questi principi non impongono, tuttavia, di rinunciare a esprimere una politica economica e di finanza pubblica interpretando i bisogni dei cittadini in base ai differenti cicli economici".

In una diretta su Facebook, il ministro del Mise ha commentatola la manifestazione dem in Piazza del Popolo, a Roma, organizzata per protestare contro il "governo dei ladri", secondo le parole di Maurizio Martina.

Mattarella: "Conti pubblici in ordine sono una condizione indispensabile"
Mattarella quindi aggiunge: "Stiamo tutti insieme, dentro la Costituzione , dentro il nostro Paese, come comunità". E questo - ha detto ancora il presidente Mattarella - lo dobbiamo sempre più ribadire.

Questa volta nel mirino di Luigi Di Maio non ci finiscono i burocrati né l'Europa ma le opposizioni, Pd in testa, e i principali giornali italiani che fanno del "terrorismo mediatico" con l'obiettivo di "far schizzare lo spread" e causare "un colpo di stato finanziario". Ora, conclude, "in Italia c'è un governo forte, compatto e destinato a durare che ha il consenso popolare più alto d'Europa e che fa gli interessi del Paese".

Non si è fatta attendere anche una decisa replica alle voci che sono circolate nelle scorse ore, riguardanti l'impostazione del Def come preludio ad una legge di bilancio pensata per uscire dall'euro o dall'Unione Europea. Andiamo con ordine Gigino: quella dei media si chiama informazione. "Non mi pare una grande furbata a meno che non ci si voglia estinguere". "Noi abbiamo fatto una manovra per crescita e sviluppo, è una reazione iniziale poi anche i signori dello spread si tranquillizzeranno.".

Tutte ragioni per far dire ad un altro esponente di maggioranza e ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, di non aver "alcun timore" che il Quirinale possa non firmare la prima manovra giallo-verde. Il 2,4 di deficit si impone perché abbiamo trovato tanti risparmi da fare ma che andranno a regime l'anno prossimo.

"Quella scena che vedete lì è la scena sincera di ministri felici di aver mantenuto una promessa".

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