Dopo Nadia Toffa anche Elisa Isoardi parla del suo tumore

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Sono molte, infatti, ed anche prestigiose, le testate online che in queste ore hanno ripreso alcune dichiarazioni della conduttrice risalenti a molto tempo fa, in cui ha confidato di aver avuto problemi alle corde vocali. "Rischiavo di perdere la voce", ha spiegato.

Ma sentendo definire il cancro come di un "dono" c'è chi ha parlato di un messaggio "medievale", chi l'ha accusata di lucrare sulla propria vicenda.

Il tumore è risultato benigno, ma la paura è stata tanta, e soprattutto il post intervento ha richiesto e continua a richiedere una riabilitazione alla voce: "Anche se nella maggior parte dei casi questo tumore risulta benigno, non va certo sottovalutato". La diagnosi terrificante si è trasformata in una possibilità di guarigione, visto che il tumore era benigno e che poteva essere eliminato.

Durante la puntata chiese poi al medico presente in studio di visitarla e gli disse che aveva un tumore alle corde vocali. Il materiale tumorale, per fortuna, è risultato benigno. "Sono dovuta rimanere zitta per sette giorni dopo l'operazione, dopodiché ho cominciato un duro allenamento alle corde vocali", ha aggiunto.

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L'impressione è che di questa intesa perfetta, a parte l'industria bellica americana, si sia giovata più la corona saudita che la Casa bianca.

Così Elisa Isoardi ha voluto smentire la notizia, rimbalzata su tutti i social, che la vedrebbe lottare tuttora contro un tumore.

E così dopo l'operazione la Isoardi si è impegnata nel suo nuovo ruolo di conduttrice in uno dei programmi più popolari della tv.

"Ormai sono mesi che quotidianamente mi sveglio leggendo notizie, spesso fantasiose, riguardanti il mio lavoro - scrive Elisa su Instagram - ascolti, argomenti trattati, ospiti e non solo, anche sulla mia vita privata. Non rinuncio all'idea di farmi una famiglia, ma intanto mi godo le famiglie del mio pubblico", aggiungeva.

Ma risale proprio a quel periodo, il primo incontro di Elisa con il futuro Ministro dell'Interno: nel maggio del 2014, poco prima delle elezioni europee che rappresentarono l'apice del successo politico di Matteo Renzi. Forse fu un colpo di fulmine.

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