Due casi di colera a Napoli: contagiati mamma e figlio

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Nell'ospedale Cotugno a Napoli sono stati registrati due casi di colera. A distanza di dieci anni dall'ultimo caso, secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, il problema torna di attualità con i casi di una mamma e di un figlio di appena due anni, rientrati da un viaggio in Bangladesh. La situazione, a detta dei medici, è sotto controllo poiché "i contatti familiari sono stati individuati e ora sono sotto stretta osservazione sanitaria. Immediatamente è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli". Sia la madre che il piccolo sono in condizioni stazionarie dopo l'arrivo al nosocomio partenopeo, specializzato nella cura delle malattie infettive.

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Concludendo: "Se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso". "Io parlo di rispetto". Anche se sottolinea: "i provvedimenti vanno valutati uno per uno, non siamo favorevoli o contrari a prescindere".

Il sindaco di Sant'Arpino, Giuseppe Dell'Aversana, ha confermato i due casi di colera ed ha fatto sapere di aver parlato con i responsabili dell'Asl di Caserta che, al momento, non gli hanno fornito alcuna prescrizione. Tuttavia, il numero è sicuramente sottostimato, sottolinea la Fondazione Cesmet, Centro studi di medicina tropicale onlus, visto che si calcola che venga segnalato all'Oms solo il 10% dei casi effettivi.In Europa e nei Paesi industrializzati il colera è una malattia di importazione. Più serie, invece, quelle del bimbo, che - trasferito al Cotugno dall'ospedale pediatrico Santobono - è stato ricoverato fino alla mattina del 3 ottobre in rianimazione. Il colera è una tipica malattia a trasmissione fecale-orale: essa può essere contratta in seguito all'ingestione di acqua o di alimenti contaminati da materiale fecale di individui infetti (malati o portatori sani o convalescenti); i vibrioni sono dotati di notevole resistenza nell'ambiente esterno, soprattutto in ambiente liquido e possono sopravvivere anche in ambiente moderatamente salino come l'acqua di mare. L'incubazione varia da 1 a 5 giorni e la malattia si manifesta con diarrea improvvisa e forte vomito, che portano a una rapida disidratazione.

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