Ecco come funzionerà il reddito di cittadinanza

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Lo ha detto il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, intervenuto alla trasmissione di Nicola Porro, "Quarta repubblica". Rispetto alla iniziale proposta di legge depositata in parlamento durante la scorsa legislatura, stando alle dichiarazioni che si stanno rincorrendo negli ultimi giorni, il reddito di cittadinanza che verrà introdotto con la prossima legge di bilancio a partire, presumibilmente, dall'aprile del 2019, sarà abbastanza diverso: la misura, finanziata con circa 10 miliardi di euro, coprirà una platea potenziale di 6,5 milioni di italiani sotto la soglia di povertà, ed erogherà a chi rispettera determinati requisiti di legge un assegno fino a 780 euro mensili. Quindi, ha ripetuto, non andrà a Rom o migranti e ha confermato che si studia la possibilità di metterlo sulla tessera sanitaria e che sarà tracciabile, "non certo in contanti".

Secondo Di Maio la ragione é "limitare al massimo di spendere i soldi fuori dall'Italia e questo garantirà un gettito Iva e Pil superiore alle aspettative". Il reddito di cittadinanza, ha poi aggiunto il vicepremier Cinquestelle, "sarà erogato a chi è residente da almeno 10 anni nei confini italiani". Dal calcolo potrebbe essere escluso chi è proprietario della prima casa come chiede il M5S. "Poniamo che debba comprare del pane: gli basterà dare il bancomat al fornaio, che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software e scalerà la cifra dell'acquisto".

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Ed è a questo punto che l'Italia inizia a tirare, con Cataldo, Brambilla e De Marchi e le tre punte a seguirli. I piani di Cassani erano chiari, cercare di non arrivare ai piedi del muro con tutti i favoriti.

L'affitto imputato è un valore, una componente non monetaria del reddito di una persona o di una famiglia, che rappresenta il costo che si sarebbe dovuto sostenere per prendere in affitto - ai prezzi vigenti sul mercato immobiliare - l'unità abitativa in cui si vive, che può essere di proprietà, in usufrutto, in uso gratuito o in affitto agevolato. Per evitare abusi il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha dato mandato alla GdF di mettere a punto un piano specifico di controlli. Dopo il rifiuto di tre offerte, infatti, i cittadini saranno esclusi dal sussidio. Il rafforzamento dei centri per l'impiego è il primo passo essenziale per il funzionamento del nuovo strumento.

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