F1: Hamilton è campione del mondo

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Una vittoria meritata e conquistata con enorme intelligenza, tecnica e lavoro. Sul podio anche le Ferrari, con Sebastian Vettel davanti a Kimi Raikkonen. Niente podio per lui ma quinto titolo in bacheca. Nel mezzo troppi errori da parte della diretta concorrenza targata Ferrari. Poi, sceso dalla vettura, ha abbracciato Vettel, che è stato il primo a complimentarsi con lui per il successo. Si è riaccesa con la bella vittoria di Austin ad opera del pilota più maturo del box, quel Raikkonen che rimane l'ultimo iridato della casa del Cavallino Rampante. Ma, proprio nel Gran Premio di casa, è arrivato un nuovo crollo di Seb, è arrivato un altro errore che ha spianato la strada alle Frecce d'Argento. Non è ancora sbiadito il ricordo delle due Rosse che arrancavano sui rettilinei, umiliate anche dalle Force India. Ovvio che a Brackley hanno deciso di "siliconarli"; mai avrebbero rischiato di incorrere in penalizzazioni con entrambi i Mondiali ormai in tasca; ma dichiarare che è stato fatto per evitare polemiche mi sembra tanto una mossa da paraculo... E forse è questo ciò che brucia di più. Quindi il valore delle due serie di titoli di Fangio e Hamilton è uguale. Il pilota che porta il n°44 ha complessivamente meritato l'alloro che lo proietta fra i grandissimi della specialità.

"E' incredibile aver eguagliato Fangio, provo una sensazione surreale". In Messico il comportamente della Federazione ha raggiunto il ridicolo. Il "balletto" della Federazione è stato assurdo ed offensivo nei confronti dei competitors della Mercedes e degli appassionati: prima la soluzione è stata approvata e dichiarata "limitatamente illegale", poi bandita ed infine in Messico permessa, lasciando alle squadre l'onere di sporgere reclamo qualora Mercedes avesse optato per il suo utilizzo. Il 28 ottobre 2018 è uno di quei giorni che difficilmente potrà dimenticare anche a distanza di mille anni luce, è uno di quelli che bisogna incollare per decine di pagine nell'album "Io e la Formula 1". La stella a tre punte continua un dominio incontrastato, permettendo ad Hamilton di entrare nella storia. Probabilmente sono tante le ragioni che hanno determinato l'amaro esito di stagione, che hanno tormentato ed inquietato il ferrarista.

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Ci sono delle attenzioni da dare, dipende dai momenti, dall'avversario; però lo abbiamo già usato e lo andremo a usare ancora. Quelli che lo hanno sostituito hanno fatto una buonissima partita e hanno dato il contributo per fare delle buone cose.

In partenza è l'inglese della Mercedes a scattare meglio, beffando Ricciardo e portandosi in scia a Max Verstappen. Per domani resta comunque una grande occasione, se dovesse esser confermato l'ottimo passo di gara mostrato nella giornata di venerdì. "Orribile, ho faticato tantissimo e ho cercato di portare la macchina al traguardo". 55 punti separano ancora le due contendenti. Dopo tante gare dominate, la certezza aritmetica del titolo è arrivata al termine di una corsa travagliata. Vettel intanto si è avvicinato molto a Ricciardo, ma se non vuole avere problemi deve passare presto il pilota della Red Bull, altrimenti le sue gomme inizieranno a degradarsi pian piano fino a perdere prestazioni. Pronti, via e l'australiano parte male, facendosi infilare dal compagno e dallo stesso Hamilton. La lotta per il costruttori non è chiusa ma più che complessa. Il pilota belga, velocissimo nelle categorie propedeutiche, era approdato in F1 nel 2016, sempre con McLaren. Il pilota inglese, infatti, non si è perso d'animo quando la sua monoposto era dietro ai rivali, riuscendo poi ad "ammazzare" il campionato nel suo miglior momento. Quindici giorni e la F.1 si sposta in Brasile, da sempre teatro di sfide, indipendentemente dalla classifica. Poi qualcosa si è rotto, poi la storia è cambiata. Ah, a Maranello manca dal 2008!

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