"Fisica, roba da uomini": professore nella bufera, il Cern lo sospende

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Il Cern e le altre due istituzioni accademiche in cui lavora non l'hanno presa bene.

Tra le prove fornite dal fisico italiano, ci sono per esempio l'Università di Oxford che "allunga i tempi degli esami per le donne", l'Australia che ha stabilito "quote rosa" per l'accesso ai posti di ricerca e, infine, l'Italia che favorisce l'iscrizione delle donne alle facoltà di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica. Durante un convegno sul tema "Fisica e parità di genere", organizzato dal Cern a Ginevra, Strumia ha mostrato statistiche di pubblicazioni, citazioni in riviste scientifiche e assunzioni, per arrivare alla conclusione che, nel mondo della Fisica, le donne non sono affatto penalizzate, ma che anzi sono gli uomini a essere discriminati. Ha poi concluso la sua presentazione dicendo che "la fisica non è sessista con le donne, anche se la verità non conta, perché fa parte della battaglia politica che arriva fuori, ma non è chiaro chi vincerà". "Strumia ha fatto, per di più in un contesto pubblico internazionale, affermazioni lesive dell'immagine dell'Ente e, cosa ancor più grave, discriminatorie e apertamente lesive della reputazione di ricercatrici e ricercatori dipendenti e associati all'INFN, in violazione delle norme del Codice etico e del Codice di comportamento per la tutela della dignità delle persone dell'Istituto".

Secondo Strumia, "la fisica è stata inventata dagli uomini e l'ingresso per essa non è su invito". Sono gli uomini a subire discriminazioni, tanto da finire spesso scavalcati nel fare carriera da colleghe con meno meriti di loro.

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Provvedimento che ieri era stato anticipato dalle parole del presidnete dell'Istituto Nazionale di Fisica nucleare, Fernando Ferroni "Non condivido nulla di quello che ha detto - aveva commentato - e tra l'altro offende anche una commissione di concorso del nostro istituto". E il fatto che le donne siano meno rappresentate in questi settori, sarebbe la dimostrazione che sono meno brave, mentre sarebbero più tagliate per le materie umanistiche.

I guai per Strumia, che resta sospeso "in attesa di una indagine", non finiscono qui.

"Gli organizzatori del Cern e di molte università non erano a conoscenza del contenuto del discorso prima della conferenza", ha replicato la Gianotti nel comunicato, "Il Cern si schiera a fianco di molti membri della comunità che hanno espresso la loro indignazione per le dichiarazioni inaccettabili contenute nella presentazione". La diversità, conclude, è uno "dei valori principali del Cern, che è impegnato a promuovere diversità e uguaglianza a tutti i livelli". Il rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella, dopo aver preso visione delle 26 slides presentate dal professore, ha provveduto all'apertura di un procedimento etico avverso Strumia, trasmettendo tutta la documentazione in merito alla Commissione etica dell'Ateneo.

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