Fonti M5S, nomine Rai non le fa Salvini - Ultima Ora

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Il vicepremier Matteo Salvini al Messaggero ha fatto sapere che l'obiettivo è quello di non epurare, ma di valorizzare le risorse interne. Salvini sembra avere le idee chiare, anche se i nomi giusti nelle caselle giuste ancora vanno messi uno per uno.

LEGGI ANCHE Lega chiede le dimissioni di Cristina Parodi dalla Rai. "Occorre valorizzare non sempre gli stessi, ma anche altri, e valorizzare non significa chiedere obbedienza politica - questa la convinzione del capo del Carroccio - ma augurarsi un po' più di equilibrio dal servizio pubblico".

Sempre dal fronte del Pd Davide Faraone, capogruppo del partito in Vigilanza, dice in una nota che "Salvini finalmente getta la maschera: è lui che decide chi resta e chi va via in Rai?" La strategia del 'Capitano' su viale Mazzini, accusato di utilizzare il presidente 'sovranista' Marcello Foa per muovere le sue pedine, dunque, entra nel mirino dei Cinque stelle e provoca l'immediata reazione anche del Pd, indispettito dal modo del tutto irrituale rispetto al passato con il quale Foa starebbe vagliando, insieme all'ad Fabrizio Salini, i candidati alle direzioni.

Nomine Rai al rush finale.

Spread Btp/Bund schizza in avvio a 331 punti
Indicazione che rafforza il dollaro nel cambio sull'euro: la moneta comune è scambiata sotto quota 1,15 con la valuta Usa. Sale, inoltre, il differenziale fra i titoli italiani e quelli spagnoli , a un passo da quota 200, massimo storico.

Mamma Rai, matrona romanesca, è lontanissima da qui, ma da quassù qualche elemento per capire che cosa abbia in mente Salvini si può avere. "Lo pagano tutti e tutti hanno il diritto di avere una televisione che non faccia gli interessi di alcuni contro altri". Oddio, no: troppa birra? "E non è giusto nel caso della televisione pubblica, per chi paga il canone e che vorrebbe magari un racconto più completo". "Anzi, per me in Rai qualcuno di quelli nominati da Renzi dovrà restare".

La Lega ancora non ha abbandonato il tentativo di rivendicare per sè la direzione del Tg1, con Sangiuliano.

Per il Tg3 potrebbe restare Luca Mazzà, ma non è da escludere la sorpresa Federica Sciarelli, che potrebbe però anche ottenere la guida di Rai 3. Non è possibile appaltare una parte rilevante del palinsesto della televisione pubblica a società private, per programmi che potrebbero farsi in casa, grazie ai 13.000 dipendenti professionisti che ha la Rai e che spesso sono molto qualificati. Per questo, per la direzione della rete ammiraglia, in pole ci sarebbero Alberto Matano e Franco Di Mare, nomi che piacciono ai vertici pentastellati. Ora la musica, o meglio il racconto, dovrebbe cambiare. Tutto dipenderà dai contatti che si susseguono tra Di Maio e Salvini: se troveranno un'intesa si potrà procedere già per venerdì, altrimenti slitterebbe tutto almeno di una settimana.

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