Ipotesi quota 100 se 38 anni contributi

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Il Governo deve attuare quanto scritto nel contratto Dalla piazza emergono i primi malumori per le ultime notizie che circolano sul fronte della riforma delle pensioni; nonostante l'aumento del rapporto deficit/PIL, infatti, sembra che il Governo potrebbe introdurre alcuni paletti sulla Quota 100, la misura individuata dall'Esecutivo per superare la riforma Fornero del 2011. La coperta quindi rimane corta, tanto che, ad esempio, lo smontaggio della legge Fornero aprirà sì le porte della pensione per chi raggiunge 'quota 100' con almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi ma si limiterà a questo, rinviando l'introduzione di quota 41, cioè la possibilità di uscire dal mondo del lavoro indipendentemente dall'età anagrafica una volta raggiunti 41 anni di contributi.

In più leggendo la nota di aggiornamento al Def, che a due giorni dal Consiglio dei ministri che l'ha approvata ancora non è stata pubblicata, secondo Di Maio si vedrà "il più grande piano di investimenti della storia italiana", con "le città che diventeranno cantieri" grazie a 15 miliardi per infrastrutture, digitale e ristrutturazione degli edifici pubblici. La soglia minima di età anagrafica corrisponde invece a 62 anni di età.

In attesa di trovare una soluzione compatibile con i conti si dovrebbe però intanto bloccare l'aumento di 5 mesi, legato all'aspettativa di vita, per le pensioni anticipate.

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Il titolare di via XX settembre e' rientrato a Roma in anticipo ieri sera e non ha preso parte oggi ai lavori dell'Ecofin. Vertice nel pomeriggio a Palazzo Chigi per discutere della nota di aggiornamento del Def in vista della Manovra.

Un altro punto su cui i manifestanti pongono l'attenzione è l' adeguamento dell'età pensionabile con le speranze di vita, meccanismo di cui si chiede la cancellazione. Nel dettaglio, secondo le indiscrezioni, l'accesso alla Quota 100 sarà riservato a coloro che hanno compiuto almeno 62 anni, oltre a prevedere una penalizzazione sull'assegno previdenziale. Aver lavorato 40/41 anni non servirà a nulla per poter accedere prima alla pensione, perché, lo ricordiamo, i lavoratori precoci si definiscono tali proprio perché hanno iniziato a lavorare in giovanissima età, ed ora pur avendo alle spalle un monte contributivo di tutto rispetto, risulterebbero troppo giovani, 58/59/60/61 anni, per poter accedere alla quota 100.

Resta invece l'incremento dell'aspettativa di vita per le pensioni di vecchiaia che si raggiungeranno comunque a 67 anni.

Vedremo a questo punto se nell'incontro annunciato dal Ministro del Lavoro per la prossima settimana ci saranno o meno delle anticipazioni sui provvedimenti che faranno parte della riforma delle pensioni e se, dopo anni di sacrifici, i lavoratori prossimi alla pensione potranno finalmente essere collocati in quiescenza.

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